Senza casa, non vuole più votare
Adele Ranieri da 4 anni attende risposte. E ora ha scritto a Mattarella
L’AQUILA. Da anni attende di poter riavere una casa, ma ora la delusione e il senso di impotenza, nei confronti di una macchina amministrativa farraginosa, hanno preso il sopravvento e ha deciso di restituire la sua tessera elettorale direttamente nelle mani del Capo dello Stato. «Il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009», si legge nella lettera che Adele Ranieri ha inviato al presidente Sergio Mattarella, assieme al certificato elettorale, «non ha inciso sulla mia capacità di affrontare la vita. Ho accettato l’evento come naturale, ho reagito ricreando le condizioni per riportare i miei tre figli nella loro città, fiduciosa nella sua rinascita. Il finanziamento ottenuto per la ricostruzione», scrive la donna, «aveva acceso in me la speranza di riavere casa, spenta di lì a poco per il successivo blocco dei lavori. Con ottimismo ho rinunciato all’abitazione che avevo in via Roma 207, nell’interesse della comunità, consentendo il ripristino delle mura urbiche, che sono per l’intera cittadinanza un valore della propria identità. La convinzione con cui ho aderito alla proposta di permuta mi ha ridato fiducia, ma i successivi eventi e gli ostacoli, che di volta in volta, negli anni, si sono presentati, mi hanno portato allo sfinimento fisico e morale. Dopo quattro anni, mi sento ancora in un vicolo cieco. Tradita nei diritti come cittadina», conclude Adele Ranieri, «nella dignità come persona, non mi sento rappresentata da nessuno, né considero alcuno degno della mia fiducia e del mio credito elettorale. Pertanto, procedo a restituirvi la mia tessera elettorale».(a.b.)
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