Senzatetto occupano il vecchio ospizio

11 Aprile 2020

La struttura diventata rifugio di disperati è al centro di polemiche. I residenti: «Abbattetela»

AVEZZANO. All’ex casa di riposo di via Toscana riprende il via vai di disperati: i residenti tornano a bussare alle porte del Comune, affinché «metta definitivamente fine all’occupazione abusiva della struttura, anche abbattendola se occorre. Visto che nulla sembra fermare l’ingresso degli abusivi, perlopiù extracomunitari», afferma D.M., «forse l’unica strada per riportare tranquillità nel quartiere è quella di demolire lo stabile». Porte e finestre murate, infatti, non riescono a contenere l’assalto del popolo dei disperati, anche in questo periodo di emergenza da coronavirus. «Queste persone che entrano ed escono dall’ex casa di riposo a ogni ora», aggiunge il residente esasperato, «stanno riducendo la nostra vita un vero e proprio inferno: qui le persone, soprattutto anziani e donne, hanno sempre più paura. È tempo di un provvedimento definitivo dell’amministrazione per ridare la tranquillità perduta ai residenti. Non è giusto dover convivere con queste paure e con questa mancanza di rispetto: non siamo cittadini di serie B. Qui un tempo si lasciava la chiave alla porta e ora siamo costretti a convivere con la paura per il susseguirsi delle intrusioni e dei piccoli furti».
Sembra passato un secolo da quell’autunno 2015 quando una relazione sull’indice di vulnerabilità della struttura che ospitava 37 anziani e dava un lavoro a 26 dipendenti di una cooperativa fece calare il sipario sulla casa di riposo. L’allora sindaco Gianni Di Pangrazio firmò l’ordinanza di chiusura e lo stabile fu svuotato. Con il passare degli anni la struttura è diventata una sorta di terra di nessuno, punto di arrivo di disperati di ogni genere: e gli interventi in serie del Comune per murare gli ingressi, le porte e le finestre ai diversi livelli non sono riusciti a fermare le occupazioni. Ogni volta che si chiude un accesso, puntualmente ne spunta un altro. Per la messa in sicurezza dell’area pericolante dell’ex casa di riposo c’è uno studio del Comune: il costo però è alto e quindi l’intervento è rimasto al palo. Ora la storia dell’occupazione si ripete e i residenti confidano nel commissario prefettizio, Mauro Passerotti.
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