Separazione in atto ma lui deve lasciare la casa
L’AQUILA. Nella ricchissima casistica delle controversie post-terremoto c’è anche la storia di Antonio Di Felice, classe 1931, che ha ricevuto lo «sfratto» dal Comune dall’alloggio nel Progetto Case...
L’AQUILA. Nella ricchissima casistica delle controversie post-terremoto c’è anche la storia di Antonio Di Felice, classe 1931, che ha ricevuto lo «sfratto» dal Comune dall’alloggio nel Progetto Case di Coppito 3 (via Grazia Deledda) ma non può rientrare nella sua abitazione originaria, in via Francesco Paolo Tosti (quartiere San Francesco) in quanto l’appartamento, causa separazione in atto, deve essere ancora assegnato dal giudice a uno dei due coniugi. Di Felice entro il 31 luglio deve fare la valigia, ma non ha ancora le chiavi della sua abitazione ripristinata. Quindi rivolge un appello al sindaco e al dirigente del settore Assistenza alla popolazione affinché conceda una proroga alla permanenza nell’alloggio provvisorio in attesa che si dipani la vicenda giudiziaria, il che non avverrà che in autunno. «Sono malato e se lascio l’appartamento del Progetto Case non so dove andare», racconta al Centro. «Mentre si attende la decisione del giudice sull’assegnazione dell’appartamento ristrutturato chiedo che mi venga data la possibilità di non uscire dalla casa provvisoria per cui ho pagato anche regolare affitto».

