Sepolte 10 tonnellate di amianto

Allarme ambientale a Tagliacozzo, la maxi discarica in un campo: nei guai il proprietario
TAGLIACOZZO. Eternit triturato e seppellito per evitare i costi di smaltimento. Un danno ambientale incalcolabile, oltre al rischio per la salute della popolazione. È quanto scoperto dagli agenti del corpo forestale dello Stato che hanno sequestrato ieri mattina un terreno di 500 metri quadrati per un totale di oltre 10 tonnellate di amianto, forse molto di più. Saranno gli ulteriori accertamenti e le operazioni di bonifica a quantificare con esattezza l’ammasso di materiale interrato. Il blitz è avvenuto nel territorio compreso tra i Comuni di Tagliacozzo e di Scurcola Marsicana. Secondo i primi accertamenti, condotti dai forestali della stazione di Tagliacozzo, l’amianto abbandonato farebbe parte del materiale dismesso di un capannone. Al momento è indagato il proprietario del terreno ma l’inchiesta potrebbe allargarsi.
L’uomo, G.V., 83 anni, pensionato, avrebbe seppellito in prima persona vicino alla sua abitazione il materiale tossico. Ora è stato denunciato per numerosi reati ambientali.
L’operazione della Forestale, coordinata dal comandante Andrea Laganà, sta cercando di risalire alla provenienza della grande quantità di eternit. I forestali, insieme al personale dell’Arta Abruzzo, su delega della Procura di Avezzano hanno eseguito una serie di sondaggi nell’area adiacente all’abitazione, sia per avere conferme sugli indizi raccolti, sia per effettuare dei prelievi da inviare in laboratorio. Successivamente, gli uomini della Forestale hanno utilizzato dei mezzi meccanici per riportare in superficie alcune lastre di cemento e amianto seppellite. Preoccupazione per le falde acquifere che si trovano al di sotto della collina in località Valle Fonda, dove ci sono numerose strutture. A pochi metri da dove era seppellito il materiale pericoloso c’è anche un laghetto che veniva utilizzato per la pesca sportiva.
Pietro Guida
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