Avezzano

Sequestra in casa l’ex compagna per ore: liberata dalla polizia, scatta un arresto

29 Ottobre 2026

Avezzano. La donna è stata rinchiusa contro la sua volontà in un appartamento di zona Pucetta: liberata solo dopo diverse ore dagli agenti

AVEZZANO. È stata rinchiusa e segregata in casa per diverse ore. Il sequestro, in zona Pucetta, è andato avanti fino alle prime luci dell’alba di ieri. La follia era cominciata la sera precedente, intorno all’ora di cena, quando della donna si erano perse le tracce. Solo pochi giorni prima aveva denunciato il suo ex compagno per maltrattamenti, rivelando un quadro di abusi reiterati nel tempo, rispetto al quale il magistrato aveva disposto il divieto d’avvicinamento alla vittima e l’applicazione del braccialetto elettronico. Per questo, alla scomparsa della donna, le forze dell’ordine si sono immediatamente mobilitate nelle ricerche. Provvidenziale l’intervento degli agenti del commissariato di Avezzano, con l’ausilio dei carabinieri della compagnia locale, che hanno rintracciato e liberato la donna all’interno dell’abitazione dell’indagato. L’uomo è stato arrestato. Si attende ora l’udienza di convalida.

Il sequestro

È accusato di maltrattamenti in famiglia e privazione della libertà personale ai danni della ex compagna. Attenderà in carcere, a San Nicola, la decisione del giudice per le indagini preliminari, al termine dell’udienza di convalida, prevista nelle prossime ore. Agli atti, un’escalation di prevaricazioni culminata nel sequestro domiciliare durato tutta la notte. Dalle prime ricostruzioni investigative, è emerso che la lunga relazione sentimentale tra i due - dalla quale sono nati due figli - si era interrotta già da alcuni mesi. Nonostante la rottura, il quarantacinquenne non si è rassegnato alla fine del rapporto, continuando a esercitare sulla donna un controllo intimidatorio che ha portato la vittima a denunciarne i comportamenti alle forze dell’ordine. Ma è tutto da dimostrare. L’epilogo ha preso forma nel corso della nottata di martedì, quando la situazione è precipitata.

L’intervento della polizia

A far scattare l'intervento delle autorità è stata la segnalazione di un amico della coppia, insospettito e fortemente preoccupato dal fatto che la donna risultasse irreperibile e non rispondesse più alle chiamate telefoniche, Un’intuizione rivelatasi provvidenziale, che ha portato all’attivazione immediata della macchina dei soccorsi. Ricevuta la segnalazione, gli agenti del commissariato di Avezzano e i militari dell’Arma dei carabinieri si sono messi alla ricerca dell'indagato, inizialmente irrintracciabile. Fino a quando è stato localizzato nella sua abitazione privata. Nelle fasi iniziali dell’intervento, il quarantacinquenne si è mostrato ostile e scarsamente collaborativo nei confronti degli operatori. Poi, di fronte alla fermezza dei controlli e le reiterate richieste da parte delle forze dell’ordine, ha acconsentito ad aprire la porta e a far entrare gli agenti. Stando a quanto riferito dallo stesso personale della questura dell’Aquila, all’interno dell’abitazione si sarebbe consumata la parte più drammatica dell’intervento: i poliziotti hanno trovato la donna, visibilmente scossa, trattenuta contro la sua espressa volontà. L’immediata verifica delle condizioni della vittima e la constatazione della costrizione subita hanno fatto scattare l’arresto in flagranza del quarantacinquenne. Non è chiaro cosa sia accaduto durante le ore del sequestro. La vittima non ha riferito di iniziative violente dell’uomo. Sarà necessario chiarire anche le dinamiche che hanno portato la donna all’interno dell’abitazione del suo ex compagno.

L’inchiesta

Informato dei fatti, il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Avezzano ha disposto l’immediato trasferimento dell'indagato in carcere. Nel frattempo, la vittima, soccorsa e assistita con tutte le cautele e la delicatezza richieste da circostanze legate a un codice rosso, aggravate dalla presenza di minori, è stata immediatamente trasferita in un luogo sicuro, protetto e lontano dagli ambienti solitamente frequentati dall’indagato.

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