Sulmona

Mangia funghi raccolti nel giardino di un parente: donna intossicata

27 Ottobre 2026

Un malore improvviso, caratterizzato da vomito e diarrea, ha reso necessario il ricorso al pronto soccorso per una donna di Sulmona

SULMONA. Un malore improvviso, caratterizzato da vomito e diarrea, ha reso necessario il ricorso al pronto soccorso per una donna di Sulmona che avrebbe accusato i sintomi dopo aver mangiato alcuni funghi raccolti nel giardino dell’abitazione di un parente.

La donna è stata accompagnata ieri mattina all’ospedale dell’Annunziata.

Secondo le prime ricostruzioni, i funghi consumati sarebbero stati probabilmente chiodini, ma la loro effettiva natura dovrà essere verificata dagli accertamenti avviati dagli organi competenti.

I medici hanno prestato le prime cure alla donna, sottoponendola a terapia e mantenendola sotto osservazione fino al primo pomeriggio. Il quadro clinico, fortunatamente, non è stato considerato grave e, dopo il periodo di monitoraggio, la paziente è stata dimessa.

Dovrà comunque proseguire il trattamento a casa. Come previsto dalla procedura in caso di sospetta intossicazione alimentare, il referto è stato trasmesso al Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione della Asl 1.

Gli operatori dovranno ora ricostruire la provenienza dei funghi, le modalità con cui sono stati raccolti, la loro conservazione e la preparazione prima del consumo.

Nell’ambito dell’indagine epidemiologica potrebbero essere effettuati sopralluoghi nei luoghi interessati e analisi sui funghi eventualmente rimasti, con l’obiettivo di individuare la causa precisa dei disturbi e verificare l’eventuale presenza di specie tossiche.

L’episodio torna così a richiamare l’attenzione sui rischi legati al consumo di funghi raccolti autonomamente. Anche varietà ritenute comuni, come i chiodini, possono essere confuse con specie pericolose o richiedere specifici trattamenti prima della cottura.

Gli esperti raccomandano quindi di sottoporre sempre il raccolto ai servizi micologici della Asl, evitando di consumare funghi non identificati con certezza. (a.d’a.)

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