27 ottobre

Oggi, ma nel 1887, da Napoli, salpava il panfilo da trasporto “America” della regia Marina militare italiana, agli ordini del comandante Giuseppe Palumbo, capitano di vascello, che trasportava il colonnello d’artiglieria Alessandro Asinari di San Marzano, capo supremo del contingente d’Africa e comandante di Massaua come successore di Tancredi Saletta, che lascerà l’incarico il 10 novembre. L'alto ufficiale torinese era scortato da 700 componenti di truppa e provvisto del materiale necessario ad approntare la prima base operativa in Eritrea. La nave (nella foto, particolare, nel 1897, in gran pavese, quando avrà già mutato nome in “Trinacria”, prima d'essere trasformata nel secondo yacht reale, dopo il “Savoia”, nel 1900), varata il 29 dicembre 1883 nel cantiere scozzese Thomson di Clydebank, in quel di Glasgow, arriverà a Massaua l’8 novembre successivo.
Complessivamente ci saranno nella piazzaforte 20mila armati, dei quali 3mila saranno indigeni, prevalentemente ascari, comunque al servizio del Belpaese. L'evento segnava un'importante fase di svolta nell’aggressiva politica d’espansionismo coloniale crispina. Il giorno successivo, il 28 ottobre, sempre dallo scalo marittimo all’ombra del Vesuvio, leverà l’ancora anche la cisterna “Tevere”, agli ordini del comandante Giuseppe Manusardi, tenente di vascello. Giungerà il 9 novembre nella città porto di quella che, col decreto 6592 dell’1 gennaio 1890, verrà designata quale colonia primigenia tricolore.
Provvederà al rifornimento idrico potabile dell’avamposto italiano insieme alle due pompe per dissalare e distillare di tipo Normandy, da 65 tonnellate d’acqua al giorno, già presenti sull’unità d’appoggio “Europa”. Il Corpo speciale d’Africa era stato istituito, il 14 luglio precedente, in risposta alla sconfitta nella battaglia di Dogali, del 26 gennaio di quel 1887, contro la formazione etiope guidata da ras Alula Engida: ufficialmente per rinforzare la presenza militare nel “Corno” del “Continente nero”.
