Sequestrate false bici da corsa Marcelli: «Chiariremo tutto»

9 Ottobre 2019

Estraneo l’ex campione del mondo di ciclismo, il fratello Fernando è indagato per contraffazione La Finanza trova telai in carbonio, selle e occhiali che riproducevano marchi di note aziende

SCURCOLA MARSICANA. Per la Guardia di finanza sono falsi d’autore. Non le “solite” scarpe o borse, ma bici da corsa, telai non assemblati, cerchi e selle in carbonio e occhiali. Merce che secondo le Fiamme gialle era destinata al mercato non ufficiale e che ha un valore che si aggira sui 50mila euro.
Il sequestro è avvenuto nell’attività Marcelli Cicli nella zona commerciale di Cappelle dei Marsi. Attività riconducibile alla società Marel srl che ha come “uomo immagine” quel Vittorio Marcelli che nel 1968 a Montevideo in Uruguay divenne campione del mondo nella prova individuale in linea nel campionato mondiale per ciclisti non professionisti. Il fratello Fernando, che per anni è stato un importante meccanico nel mondo del ciclismo, è indagato. Mentre Vittorio è totalmente estraneo all’inchiesta coordinata dal procuratore Andrea Padalino. I finanzieri del capitano Luigi Falce sono entrati da Marcelli Cicli lo scorso 18 luglio nell’ambito di un servizio finalizzato al contrasto e alla repressione della contraffazione che negli ultimi anni interessa anche il mondo delle due ruote. I materiali finemente contraffatti, secondo l’accusa, evidenziavano fogge in tutto simili a quelli di noti marchi leader nel settore del ciclismo sportivo professionistico. Bici perfettamente riprodotte, sempre secondo i finanzieri, che differivano dalle originali solamente per il peso. Sono state sequestrate quattro bici (tre telai e una montata), sette paia di occhiali, selle e cerchi.
«Il commercio di prodotti non genuini e insicuri», precisano dal comando provinciale della Guardia di finanza, «oltre a danneggiare il mercato regolare, sottrae opportunità e lavoro alle imprese che rispettano scrupolosamente le regole, mettendo in serio pericolo la salute dei consumatori».
Le indagini dei finanzieri proseguono per accertare qual è la provenienza delle bici e dei pezzi di ricambio.
Respinge con fermezza ogni accusa Fernando Marcelli. E lo fa attraverso il proprio legale, l’avvocato Cesidio Di Salvatore. «Il sequestro oggetto dell’indagine non riguarda l’attività commerciale ma esclusivamente Fernando Marcelli che gestisce la riparazione e l’assemblaggio di biciclette anche per conto terzi», chiarisce Di Salvatore.
Il legale avezzanese ha presentato istanza di dissequestro al Tribunale del riesame ma si è visto respingere la richiesta e adesso attende di conoscerne le motivazioni.
«Abbiamo fornito tutta la documentazione necessaria», riprende Di Salvatore, «uno dei telai per bici era stato acquistato per il nipote 15enne di Marcelli e il mio assistito ha reperito regolare fattura d’acquisto, nonché il bonifico di pagamento con carta prepagata. L’acquisto è stato fatto a Taiwan attraverso Internet. Un altro dei telai sequestrati era vecchio di cinque, sei anni, era dunque rottamato e da buttare. Anche per gli altri due telai, di cui uno personalizzato Marcelli e semi assemblato su un cavalletto da esposizione, abbiamo esibito regolari fatture e documenti di pagamento attraverso bonifici. Uno dei telai era di esclusiva proprietà di Fernando Marcelli, tanto che proprio il giorno del controllo lo teneva pronto per prepararsi a un’uscita. Tutta la merce, va detto, non era destinata alla vendita. E tutto è avvenuto alla luce del sole e nel rispetto delle regole. Motivo per cui abbiamo piena fiducia circa lo sviluppo delle indagini e siamo convinti che si arriverà all’archiviazione della notitia criminis. Da precisare anche che l’importo del sequestro ammonta a un massimo di tremila euro. Questa vicenda sarà chiarita quanto prima», conclude l’avvocato Di Salvatore, «perché non vediamo come, su queste basi, ci possano essere conseguenze. Vittorio Marcelli è completamente estraneo, lui è un semplice pensionato».
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