Sequestrati fucili, pistole e sciabole: si allarga l’inchiesta sui neofascisti

Possibile il coinvolgimento di altri personaggi abruzzesi presenti alle commemorazioni per Mussolini I nomi spuntano dai telefonini e nei video. Le accuse: «Esaltare la violenza per una lotta politica»
L’AQUILA. Due fucili, quattro pistole, sciabole e una svariata collezione di coltelli da guerra. Alcune tra le armi sequestrate nel corso delle perquisizioni compiute in Abruzzo e in altre regioni italiane. Armi che secondo la Procura distrettuale dovevano servire a parte dei componenti di Ultima Legione, il movimento di estrema destra finito al centro di una maxi indagine della Digos dell’Aquila, «a esaltare la violenza quale metodo di lotta politica, con l’aperta finalità di cavalcare il dissenso». Sempre per l’accusa, il gruppo voleva costituire «una struttura politica che si richiamava all’ideologia fascista».
Dai telefonini sequestrati ai 25 indagati – tra i quali sei abruzzesi – stanno emergendo video e altri contatti che potrebbero portare ad ampliare l’elenco dei presunti estremisti. Gli inquirenti stanno analizzando le piattaforme di messaggistica digitale WhatsApp e Telegram utilizzate da alcuni indagati appartenenti a Ultima Legione. Si stanno scandagliando anche i profili di diversi soggetti sui social network Facebook e VKontakte (social network russo noto per l’assenza di censura interna). Attraverso chat e social, infatti, i componenti del movimento facevano proselitismo e reclutavano adepti. Ci sono poi i video. Nei quali emergono riunioni organizzative e di propaganda promosse da Ultima Legione in occasione delle commemorazioni di Benito Mussolini che si sono svolte a Predappio, paese dove si trova la cripta del Duce fondatore del fascismo. Video nei quali si vedono diversi abruzzesi finiti nel mirino della Digos. «L’indagine è partita dall’Aquila», sottolinea il questore Gennaro Capoluongo, «e si è articolata in diciotto province italiane. Queste persone, agendo sul web, istigavano all’odio e alla discriminazione per motivi razziali, etnici e religiosi. Abbiamo voluto, in chiave preventiva, evitare il proliferare di questi atteggiamenti irrituali». Indagati a vario titolo, per ora, ci sono sei abruzzesi, due donne di Barisciano e Avezzano, un uomo di Torrevecchia Teatina e tre pescaresi. L’avezzanese Maria Rita Pantalone, 59 anni, già coordinatrice di Forza Nuova e più volte candidata in appuntamenti elettorali, ha fatto sapere, attraverso il proprio legale Annalisa Candeloro, di essersi dissociata da Ultima Legione nel settembre dell’anno scorso. (r.rs.)
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