«Serata pericolosa per i giovani»

31 Ottobre 2017

Don Massimiliano accusa: distorce il messaggio più importante per i nostri figli

L’AQUILA. «Una festa come Halloween può rivelarsi pericolosissima, perché distorce il messaggio più importante per i nostri figli: che noi siamo figli della luce non figli delle tenebre».
Nelle ore che precedono la notte di Halloween, don Massimiliano De Simone, sacerdote dell’arcidiocesi aquilana, originario della Piana di Navelli, torna a rivolgersi ai genitori e insegnanti di giovani e giovanissimi, esprimendo le sue perplessità nei confronti di una festa che anno dopo anno sembra riempire sempre più i calendari delle attività rivolte a bambini e teenager in questo periodo.
«Si parla di una festa innocua», spiega, «ma in realtà, spingere sull'occulto può rivelarsi particolarmente pericoloso, specie in un'epoca in cui le forze del male lavorano in modo subdolo». La riflessione del parroco trascende la ricorrenza e abbraccia le contraddizioni di un'epoca in cui «tanti bei ragazzi diventano dei mostri in nome non si sa di chi o cosa per seguire le mode del momento». Una serie di dinamiche che abbracciano anche il mondo dei social network: «Un vero e proprio mondo parallelo, in cui spesso si vince sempre e questo non fa che disabituarci alle vere sfide che la vita ci mette davanti. Così, i nostri ragazzi diventano incapaci di uscire fuori e confrontarsi e a farne le spese è la capacità di dialogare. Del resto, nel mondo virtuale si diventa leoni, i famosi “leoni da tastiera”».
Di qui l'invito ai genitori a prendere posizione. «Ci si mobilita per difendere il presepe a Natale, ma poco o nulla si fa in questo contesto», incalza il religioso, «quanto sarebbe bello puntare l'attenzione sulla festa di Ognissanti e lasciare le maschere al carnevale, per ritrovare quello spirito popolare autentico che una volta ci faceva mettere e togliere le maschere in tempo per iniziare la Quaresima. Certo, i genitori non dovrebbero limitarsi a fare gli allevatori, ma dovrebbero fare da educatori, come è giusto che sia. Mi rendo conto che si tratterebbe di uno sforzo non affatto scontato per molte famiglie, ai giorni nostri». (fab.i.)
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