Serpari di Cocullo, in 20mila al rito

Si aspetta il riconoscimento dell’Unesco. File chilometriche al casello dell’A/25
COCULLO. Oltre 20 mila persone hanno partecipato venerdì Primo maggio all’antichissimo e affascinante rito dei serpari a Cocullo. Un rito che si ripete da secoli con tutta la sua carica di emozioni e suggestioni, dove le credenze popolari si fondono con la fede cristiana. Decine le troupe televisive arrivate da ogni parte del mondo, tra cui anche una dell’Unesco dopo che Cocullo ha avanzato la candidatura per ottenere il riconoscimento del rito come patrimonio intangibile dell’umanità. Momento clou a mezzogiorno in punto, quando dopo la Santa Messa, la statua del santo è stato portata in processione ricoperta di serpi (raccolte nei giorni prima dai serpari nelle campagne fuori Cocullo). Tutto è filato liscio con grande soddisfazione degli organizzatori: solo qualche problema al casello autostradale con file chilometriche tanto che in molti non sono riusciti ad arrivare in tempo per assistere alla processione. Si sono consolati con gustosi panini con la mortadella e porchetta e con gli immancabili arrosticini in una splendida giornata di sole. (c.l.)

