«Serve il giusto compenso agli operai dell’edilizia»

L’AQUILA. Lavoratori edili mobilitati. Lunedì dalle 15, davanti alla sede dell’Ance regionale, si terrà una manifestazione unitaria propedeutica allo sciopero nazionale proclamato per il 18 dicembre...
L’AQUILA. Lavoratori edili mobilitati. Lunedì dalle 15, davanti alla sede dell’Ance regionale, si terrà una manifestazione unitaria propedeutica allo sciopero nazionale proclamato per il 18 dicembre a sostegno del rinnovo del Contratto nazionale del settore edile. Obiettivo: ripristinare il ruolo politico delle parti sociali e ridare slancio alla contrattazione per annullare l’assenza di volontà di confronto e costringere l’Ance a tutti i livelli a riprendere sollecitamente le trattative per la tutela dei lavoratori e per individuare iniziative di rilancio del settore.Al presidio parteciperanno i segretari interregionali, regionali e territoriali delle federazioni di categoria. «Il rinnovo del contratto per i lavoratori dell’edilizia», sottolineano Emanuele Verrocchi (Fillea-Cgil), Pietro Di Natale (Filca-Cisl) e Luigi Di Donato (Fenel-Uil), «vive una fase di stallo dovuta all’inerzia della Associazione nazionale dei costruttori edili. La piattaforma nazionale di confronto contrattuale, presentata all’inizio dell’anno, contiene richieste di adeguamento salariale, tutela del sistema degli Enti bilaterali (Casse edili, Scuole edili e Cpt), proposte contro il lavoro nero, contro l’evasione fiscale, la sicurezza sul lavoro, l’istituzione di un fondo sanitario integrativo nazionale, il rafforzamento della previdenza complementare e l’istituzione di un fondo integrativo per il pensionamento anticipato dei lavoratori edili maggiormente esposti a rischio».
A livello provinciale i lavoratori delle costruzioni da mesi attendono la definizione e l’erogazione dell’Evr, che rappresenta l’elemento che definisce la produttività nel settore, mai così alta rispetto al passato per effetto dell’impegno sulla ricostruzione post-terremoto, e alcune sostanziali modifiche al contratto provinciale.
«L’Ance L’Aquila», precisano i sindacalisti, «emula il comportamento dell’Ance nazionale dilatando a dismisura i tempi del confronto per non assumere impegni ed evitare di corrispondere ai lavoratori del più grande cantiere di Europa il giusto compenso di produttività».

