Serviranno dedizione e tanto calore umano

28 Marzo 2015

Ormai ci siamo, manca poco più di un mese e mezzo a un evento, l'Adunata nazionale degli alpini, destinato a restare negli annali della città. L'Aquila, a metà maggio, dovrà mostrare non tanto le...

Ormai ci siamo, manca poco più di un mese e mezzo a un evento, l'Adunata nazionale degli alpini, destinato a restare negli annali della città.

L'Aquila, a metà maggio, dovrà mostrare non tanto le ferite ancora evidenti provocate dal terremoto del sei aprile del 2009, quanto la sua capacità e la sua voglia di reagire e rinascere.

Una città che nell'aprile di sei anni fa fu obbligata a "chiudere" e i suoi 70.000 abitanti costretti all'esilio, oggi sta lavorando per accogliere centinaia di migliaia di persone che avranno bisogno di alloggi, di punti ristoro, di stand informativi, di assistenza sanitaria e di una "rete" che garantisca la sicurezza visto lo scenario internazionale e le tensioni che si stanno vivendo negli ultimi mesi. Tutto ciò è fondamentale (insieme si spera a belle giornate di sole) per far sì che l’evento si svolga regolarmente. Ma non basta. Conta anche, se non di più, il calore umano che gli aquilani sapranno dare a chi arriverà non solo per passare qualche giorno spensierato ma anche nel ricordo della tragedia delle 3.32 e del grande aiuto che proprio gli alpini, sia quelli in armi che quelli in congedo, seppero dare nei momenti in cui tutto sembrava perduto.

Con l'avvicinarsi dei giorni fatidici l'organizzazione sta entrando sempre più nel vivo. Si vedono alpini al lavoro per preparare le aree di accoglienza e si susseguono riunioni per mettere a punto ogni dettaglio.

Sarà poi necessaria una capillare informazione affinché tutti sappiano come muoversi in quei giorni e anche come dare, un personale, seppur piccolo contributo. E' il caso di ricordare, ancora una volta, che se le cose non dovessero andare nel verso giusto a perdere sarà tutta la città e viste le sue condizioni attuali sarà come versare sale sulle ferite ancora aperte.

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