Servizi cimiteriali, ricorso respinto
Ma per il giudice la doppia attività delle Confraternite «non si può fare»
SULMONA. Il ricorso è stato respinto perché il giudice non ha ravvisato i motivi di urgenza avanzati dalla parte ricorrente. Ma il giudice ha anche detto che la doppia attività delle Confraternite (servizi cimiteriali e onoranze funebri) «non si può fare».
Può essere definita una vittoria di Pirro quella ottenuta ieri mattina dalla Confraternita Santa Maria di Loreto e dall’Arciconfraternita della Santissima Trinità sul ricorso presentato dai titolari della casa funeraria di Sulmona che ha chiesto un consistente risarcimento danni ai due sodalizi accusati di vendere loculi, tumulare i defunti e organizzare anche i funerali (e quindi di svolgere concorrenza sleale).
Attività che secondo la legge regionale sono incompatibili.
Ma nel dispositivo si legge pure che «quanto al passato e al pregiudizio ormai già verificatosi, è comunque possibile pervenire ad una sua esatta individuazione: nel mancato esercizio e guadagno traibile dai servizi funerari, invece, svolti illegittimamente dalle resistenti. In assenza dell’opera concorrenziale delle Confraternite deve, infatti, ritenersi che la quota di mercato da queste occupata sarebbe stata ricoperta in quegli stessi anni dagli altri operatori economici concorrenti, ivi compresa la ricorrente, in misura proporzionale alla quota di mercato già nella disponibilità di ciascuno di questi. Trattasi, quindi, di pregiudizio traducibile in esatti termini economici rispetto al quale non vi è luogo per ritenere che le Confraternite non se ne possano, in ipotesi, fare carico per il ristoro».
La ditta ricorrente è assistita nel procedimento dall’avvocato sulmonese Armando Valeri. (c.l.)
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