«Servizi segreti per stoppare chi indaga»

8 Aprile 2016

Quando il sindaco e l’architetto parlano di fermare i giudici. Il tentativo (fallito) di avvicinare il capitano dei carabinieri

TAGLIACOZZO. Rivolgersi a un pezzo grosso, un uomo che ha «certi legami particolari» con i servizi segreti, per cercare di fermare le indagini dei carabinieri di Tagliacozzo.

Episodio svelato da un’intercettazione ambientale del 29 ottobre 2015, successivamente all’acquisizione di documenti negli uffici del Comune. Gli interlocutori sono Maurizio Di Marco Testa, sindaco dimissionario, e l’architetto Carlo Tellone.

Di Marco Testa: «Sì poi fa fare altre indagini il giudice delle indagini preliminari può fare altre cose, insomma... però lo dobbiamo stoppare prima...».

Tellone: «...Eh speriamo che sa da’ stoppa prima, se da’ pensà a ca via più grossa non bi stà, mo’ l’altro iorno sicuramente so tutte cazzate non bi creo manco i... co quio Osvaldo Torres...».

Di Marco Testa: «...Ah».

Tellone: «Io... mi risulta perché poi alcuni riferimenti concreti l’ho avuti... lui lavora molto con i servizi segreti...eee...te’ rapporti con personaggi particolari...eee...te lo so ditto che lo so accompagnato a Celano alla termoelettrica al al... non te lo so’ raccontato?».

Di Marco Testa: «Nz...»

I carabinieri della compagnia di Tagliacozzo stanno cercando riscontri ma a quanto pare Osvaldo Torres non ha nulla a che vedere con questa vicenda (non è neppure indagato). Mesi prima dell’intercettazione, il sindaco avrebbe avvicinato il capitano dei carabinieri di Tagliacozzo, Edoardo Commandè, per convincerlo ad abbandonare l’indagine. Accertamenti compiuti dal luogotenente Marco Romano.

Di Marco Testa e Tellone sono stati arrestati insieme al capo dell’Ufficio tecnico del Comune, Gianpaolo Torrelli, e all’assessore Gabriele Venturini. Le accuse vanno dalla turbata libertà degli incanti alla frode nelle pubbliche forniture. Il sindaco, che il giorno dopo l’arresto si è dimesso, è accusato anche di tentata concussione e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.

Secono le accuse, a Tagliacozzo era stato messo in piedi un consorzio per la spartizione delle opere pubbliche e degli incarichi. In pratica, gli affidamenti venivano dati agli amici degli amici violando le leggi esistenti.

L’inchiesta potrebbe riservare ulteriori sviluppi alla luce degli interrogatori portati avanti in questi giorni dal gip Maria Proia e dal sostituto procuratore Roberto Savelli. In particolare, ieri e mercoledì, in tribunale hanno sfilato i cinque imprenditori raggiunti da un provvedimento della Procura, Angelo Di Marco, Giancarlo Bonifaci, Maurizio Palmeggiani, Mauro Volpe e Alessandro Di Michele.

Lunedì è fissata l’udienza al Tribunale del riesame. I giudici devono decidere se confermare o meno le misure cautelari. Il ricorso è stato presentato dai legali di Di Marco Testa, Tellone e Venturini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA