Servizio biblioteca, allarme accorpamento
Giammarco, presidente di Italia Nostra: «La Regione deve salvare l’Agenzia di promozione culturale»
SULMONA. L’accorpamento delle sedi di Sulmona e Castel di Sangro dell’Agenzia per la promozione culturale con quella di Avezzano mette a rischio il già precario mantenimento del servizio di biblioteca pubblica in città, compromesso ormai da due anni con la chiusura di palazzo Portoghesi. La storica sede dell’Agenzia di promozione culturale, chiusa da più di due anni per vulnerabilità sismica, versa nel più totale degrado. Erbacce fanno da cornice al giardino e le luci restano accese la notte. Da settembre 2017 la sede è stata spostata nei locali al pian terreno dell’Inps, più decentrati rispetto a prima e con spazi molto più sacrificati. A ciò si aggiunga che andranno in pensione altri tre dipendenti entro l’anno, lasciando in servizio solo quattro addetti, più il responsabile Donato Silveri. Per questo Rosa Giammarco, già direttore dell’Apc e ora presidente del circolo sulmonese di Italia Nostra, sollecita la Regione a trovare una soluzione e ad evitare l’accorpamento.
«Ciò comporterebbe la perdita di un responsabile con il conseguente declassamento dell’ufficio di Sulmona che resterebbe con quel che è rimasto dei servizi bibliotecari e del già ridotto personale», fa notare Giammarco, «una decisione che comprometterebbe ulteriormente la già fragilità economica, sociale, amministrativa, strategica e politica del nostro territorio, del nostro essere al centro dell’Abruzzo, e creerebbe disagi all’utenza. Giova ricordare che il precedente governo aveva già chiuso l’unico Centro regionale beni culturali incurante dei danni e delle conseguenze derivanti da tale infausta decisione e comprovante la scarsa conoscenza da parte della politica delle attività e dei servizi resi».
Tra questi, Giammarco ricorda anche la catalogazione informatica di migliaia di schede sulle opere d’arte abruzzesi, fondamentale per la ricollocazione o ricostruzione post sisma, nonché per il sostegno ad azioni di polizia, legate a furti o riciclaggi di preziosi manufatti.
La biblioteca, coi suoi 35mila volumi, accoglieva circa 150 utenti al giorno. La struttura è stata inaugurata nel 1984 e progettata negli anni ‘70 dall’architetto Paolo Portoghesi, lo stesso che si occupò negli stessi anni anche di quelle di Avezzano e Vasto, che sono aperte.
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