Servizio pulizia dell’ospedale, replica della cooperativa Diemme
In relazione alle affermazioni degli esponenti Fesica-Confsal e Confsal-Commercio sulla situazione degli addetti al servizio di pulizia dell’ospedale, gestito dalla Diemme, la medesima, tramite l’avvo...
In relazione alle affermazioni degli esponenti Fesica-Confsal e Confsal-Commercio sulla situazione degli addetti al servizio di pulizia dell’ospedale, gestito dalla Diemme, la medesima, tramite l’avvocato Giorgio Amato: replica: «La Diemme ha, in realtà, nell’ultimo periodo e senza che mai in precedenza sia stato sollevato alcun rilievo critico in relazione al carico di lavoro, implementato di circa il 10% della forza lavoro il numero di addetti impegnati mediante l’assunzione, nel 2020, di 120 unità facendo anche ricorso, su base volontaria, al lavoro supplementare regolarmente retribuito. La Diemme ha corrisposto agli addetti impiegati un premio aziendale aggiuntivo raddoppiando quello previsto dal governo per il mese di marzo e ha stipulato polizza assicurativa in favore di tutto il personale dipendente impiegato in strutture e ambienti Covid-19. La Diemme ha imposto il riconoscimento e corresponsione delle premialità ai lavoratori soltanto sulla base di rigidi e oggettivi riscontri documentali e tutto il personale, dotato dei necessari dispositivi di protezione individuale, è costantemente sottoposto a sorveglianza sanitaria e a regolari corsi di formazione e informazione in conformità e rispetto della vigente normativa e protocolli predisposti per scongiurare contagi. Nessun operatore che svolge attività alle dipendenze o per conto della Diemme è stato esposto a rischi di contagio né risulta essere stato positivo al Covid-19. La Diemme ha, da sempre, intrattenuto una normale e costante dialettica con le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale e con quanti si siano fatti portatori di istanze legittime nell’interesse dei lavoratori. È del tutto falsa l’affermazione resa da Alfredo Moroni e Marcello Vivarelli circa l’utilizzo di prodotti e materiali che, per quantità o qualità, siano inefficaci o inadeguati alle attività di pulizia e sanificazione, avendo la Diemme fatto uso, nell’esecuzione dell’appalto, soltanto di prodotti e materiali rispondenti alle linee guida e raccomandazioni imposte dai competenti istituti».

