Servono 220 operatori sanitari Marinangeli: l’Asl faccia squadra

Il primario e direttore sanitario pro-tempore: «Per somministrare 450mila dosi in 7/8 mesi occorre una pianificazione anche in termini di risorse umane, indispensabili almeno 130 infermieri»
L’AQUILA. Rendere strutturale il servizio di vaccinazione. Per farlo, occorre pianificare oltre 200 assunzioni e servono soprattutto infermieri. L’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila sta verificando il fabbisogno di personale, per attivare su tutta la provincia 22 linee vaccinali, che verranno utilizzate nei prossimi mesi.
I numeri sono importanti: 130 infermieri, 40 medici, 30 operatori socio sanitari, 20 amministrativi. Intanto, nelle ultime 24 ore si sono registrati 16 nuovi casi sul territorio provinciale, 3 all’Aquila, 2 a Fossa, come annunciato dal sindaco Fabrizio Boccabella alla popolazione: si tratta di 2 persone adulte, appartenenti allo stesso nucleo familiare, già in isolamento. Nell’ospedale San Salvatore ieri sono stati aggiunti dei posti letto nel reparto Medicina Covid e domenica sono arrivati altri pazienti trasferiti da Pescara. La situazione è ancora sotto controllo, ma dinamica e da gestire con la massima attenzione.
PIANO ASSUNZIONI. In attesa di lasciare l’incarico al successore Alfonso Mascitelli, nominato la scorsa settimana dal manager Roberto Testa, il direttore sanitario pro-tempore della Asl Franco Marinangeli stila le priorità a cui l’Azienda dovrà far fronte: «Dagli attuali 700 vaccini al giorno», spiega il primario di Terapia Intensiva Marinangeli, «si punta ad arrivare a 1500. Da qui ai prossimi 7/8 mesi si dovrebbero somministrare più di 450mila dosi. Numeri che impongono una pianificazione anche in termini di risorse umane. Per questo, oltre ad organizzare la campagna vaccinale che diventerà via via più complessa, occorre rendere strutturale un servizio che finora non c’era e che va dotato di personale. L’obiettivo è di non lasciare scorte di vaccino in magazzino, soprattutto quando le consegne saranno più regolari. Ma per fare questo», ribadisce, «si deve potenziare la pianta organica della Asl, nei centri di vaccinazione ma anche tra le corsie ospedaliere, nei reparti Covid che prima non esistevano». In questa fase servono soprattutto infermieri, per i quali si sta attingendo alla graduatoria stilata in base all’avviso pubblico dei mesi scorsi: «Abbiamo quantificato un fabbisogno di 130 unità su tutta la provincia», aggiunge Marinangeli, «e la tempistica delle assunzioni sarà calibrata alle esigenze. Si tratta di contratti a tempo determinato che si cercherà di allungare il più possibile, mettendo le basi per una futura stabilizzazione. Altra categoria carente è quella dei medici: per l’emergenza si stanno facendo contratti con la Protezione civile e verranno contrattualizzati anche gli specializzandi. C’è un accordo per utilizzare, nelle vaccinazioni, i medici di famiglia. E poi mancano operatori socio sanitari e amministrativi. I rinforzi devono riguardare tutta la filiera intraospedaliera. Ci aspetta un grande lavoro», conclude Marinangeli, «e l’Asl deve fare squadra: quello che stiamo vivendo è un momento di grande responsabilità».
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