Sessant’anni fa nasceva la Bpm

Banca simbolo della Marsica, Cocumelli primo correntista
Il 27 gennaio 1958, sessanta anni fa, apriva i suoi sportelli al pubblico la Banca Popolare della Marsica. Un avvenimento simbolo della storia di Avezzano, un segno fondamentale dello sviluppo della città, quando ancora non erano rimarginate le ferite della Seconda guerra mondiale, un evento che consentì all’intera Marsica di partecipare a pieno titolo a quel boom economico che in Italia caratterizzò i primi anni ‘60. Nata da una iniziativa congiunta dell’Ente Fucino e dal sindaco dell’epoca, senatore Angelo Tirabassi, la Bpm era stata costituita con atto del notaio Giovanni Stornelli, al termine di una assemblea di duecento soci fondatori, svoltasi il 30 settembre 1957 al Teatro don Orione, che elesse, quale primo presidente della banca, lo stesso senatore Tirabassi. La cerimonia inaugurale si tenne domenica 26 gennaio 1958 nell’aula magna del Liceo classico con l’intervento di operatori economici, esponenti politici e tanti cittadini interessati e incuriositi da una “novità” così importante. Ci furono i discorsi di rito, a cominciare da quello dei massimi responsabili della Associazione nazionale delle banche popolari, il presidente Oddone Fantini e il direttore generale Francesco Mulè. Poi tutti a visitare i locali della nuova banca (in via Nazario Sauro) con la benedizione del parroco della cattedrale, don Achille Palmerini. Il primo direttore fu Florindo Colucci, gli impiegati Enzo Italo Maciocia, Mario Bianchi, Gina Degni. Il conto corrente numero 1 riuscì a conquistarlo Nino Cocumelli, titolare di un negozio di pelletterie in piazza del Mercato. Il successo fu immediato: il numero dei dipendenti presto raddoppiò, nel giro di un anno i conti correnti raggiunsero il numero di 249, i locali si rivelarono insufficienti e, all’inizio del 1959, la sede fu trasferita in via Cesare Battisti. Già tre anni dopo fu aperta la prima filiale (a Capistrello). Nel periodo di massimo sviluppo la banca raggiunse un migliaio di soci, con circa duecento impiegati. Aveva oltre venti filiali, in Abruzzo e nel Lazio (a Roma due sportelli). Nel 1985 la banca si trasferì nella nuova, prestigiosa sede di via Monte Zebio. Al presidente Tirabassi, prematuramente scomparso (nel 1965), subentrò l’avvocato Aurelio Irti che restò in carica per dieci anni. Quindi toccò a Domenico Contestabile e infine, dal 1976, fu eletto alla presidenza Ugo Morgante. Negli anni, una serie di alterne vicende portò l’istituto marsicano a entrare nel Gruppo banca agricola mantovana, per diventare poi Banca Toscana e infine Monte dei Paschi di Siena. Sarebbe facile, e forse ingeneroso, andare a ripercorrere le ragioni che hanno portato alla scomparsa della Bpm. Ma, per chi ne ha vissuto gli anni esaltanti, quell’istituto resta un esempio della capacità della Marsica e della forza di un territorio nel saper creare impresa, lavoro e risorse.
(* cultore di storia locale)
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