Sette libri raccontano il terremoto del 1915

11 Aprile 2015

La collana dello storico Di Giangregorio ripercorre i momenti della tragedia «Ho vissuto il sisma dell’Aquila e ci sono tante analogie tra i due eventi»

AVEZZANO.

Un’opera monumentale per raccontare la pagina più dolorosa della nostra terra.

Dedicata alla popolazione marsicana, la collana “Il terremoto della Marsica 13 gennaio 1915, nei documenti di archivio”, tra le altre cose, riporta avvincenti aneddoti sul terremoto. L’autore è Maurilio Di Giangregorio, ingegnere nonché giornalista, ed è stata da poco pubblicata.

Come mai la sua scelta per il libro è ricaduta proprio sul tema del terremoto del 1915?

«Studiavo già da tempo l'argomento, sono dell’Aquila e ho vissuto l’esperienza del sisma del 2009. Sono stato interessato in particolare a sismi più antichi, come quello del 1703. Ho ritrovato delle pubblicazioni ottocentesche, alcune delle quali si trovano nella biblioteca “Salvatore Tommasi”. Dedico quest’opera, molto corposa, alla popolazione cui sono molto legato sia per motivi affettivi che di studio. Ho composto l’opera, divisa in più volumi, con molto sacrificio e lavorandoci tantissimo. Inoltre, mi sono interessato anche a uno studio sul sisma da un punto di vista storico con varie pubblicazioni ed è stato presentato dal dottor Angelo Gallese un testo sulla psicologia del terremoto».

Dal momento che sono stati scritti molti libri sul terremoto, qual è secondo lei l'elemento che potrebbe spingere i lettori ad acquistare il libro?

«In realtà non ho pubblicato questa collana per venderla, probabilmente andrà negli archivi e nelle biblioteche. Lo scopo non è di lucro, anche se talvolta qualcuno prende il libro offrendo contributi. Si tratta di un'opera di 2.554 pagine, divisa in 7 volumi. Cercherò in futuro qualche sponsor per stamparlo e regalarlo alle scuole e alla biblioteca della Marsica, in quanto da solo non potrei fare questa operazione perché costosissima. Attualmente l’ho stampato da solo senza l’appoggio di una casa editrice».

Sappiamo che nei suoi volumi ha inserito aneddoti e storie, qual è quella cui è più legato?

«Mi sono dedicato in particolare a qualche biografia di personaggi illustri e poco conosciuti della Marsica. L’opera consiste prettamente nella pubblicazione di documenti di archivio, e in particolare la documentazione l’ho reperita all’archivio centrale di Stato di Roma. Uno degli argomenti trattati è quello delle ferrovie, per il quale ci fu una polemica grandissima per l'attività dei soccorsi, arrivati dal direttore generale delle ferrovie e da tutto l’apparato. Questa documentazione l'ho trovata alla biblioteca di Roma a Porta Pia. Altri documenti, invece, li ho presi dall'archivio di Stato dell’Aquila e da altre fonti. La cosa che più mi ha appassionato è il libro sulle benemerenze, incentrato sui soldati che portarono soccorsi e che in seguito andarono al fronte. Saputo del decreto che attribuiva benemerenze, ovvero medaglie in base all'opera prestata e volendo farne richiesta, dovettero allegare una relazione delle opere fatte e dei soccorsi prestati. Leggendo queste relazioni venne fuori uno spaccato molto triste, poiché ad essere soccorsi erano sia i vivi che i morti sotto le macerie».

Essendosene interessato, quali differenze ha riscontrato tra i soccorsi del sisma del ‘15 e quello dell'Aquila?

«I soccorsi del ‘15 non furono tempestivi, poiché arrivarono prevalentemente da Roma via ferrovia con un unico binario e, a causa del rigido clima invernale, affrontarono numerosi disagi. Invece all’Aquila i soccorsi sono stati tempestivi: la mattina alle cinque io ero lì e già avevano chiuso l'autostrada per dare la precedenza ai soccorsi da fuori».

Anche la sua esperienza con il terremoto ha influenzato le scelte del libro, come ha vissuto il sisma dell’Aquila?

«L’ho vissuto in maniera molto triste. Vivevo vicino all’Aquila in una casa fatta con criteri antisismici e per questo ha resistito e ci ha salvati. Lo shock psicologico, invece, è stato notevole. Non si può descrivere un sisma se non lo si vive, è qualcosa che non auguro a nessuno. Vivere la vicenda del terremoto ti cambia la vita, ma ho avuto la forza di andare avanti».

Elisa Pierleoni

Alessia Bianchi

Domenico Tolli

Roberta De Blasis

Claudia Giardini

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