Sette marsicani alla Maratona di Valencia

Tra i migliori Giovanni Pansini, sotto le tre ore: «Esperienza bellissima e tanto calore della gente»
AVEZZANO. Nel calendario internazionale c'è ormai da tantissimi anni, ma la maratona di Valencia (Spagna), deve avere un fascino particolare per gli italiani, perché ad ogni edizione cresce il numero dei nostri connazionali che si reca nella terra di Don Chisciotte per partecipare alla competizione.
Quest'anno, per la 38ª edizione, tra i 22.000 podisti iscritti, ben 2.200 erano italiani e alcuni di loro provenivano anche da Avezzano.
In totale sono stati sette i marsicani che si sono presentati ai nastri di partenza e tutti e sette hanno portato a termine la classica distanza di 42,195 km, in rappresentanza di due società: Runners Avezzano e Briganti d'Abruzzo. Il migliore dei marsicani è stato Giovanni Pansini, che al traguardo è riuscito a fermare il cronometro molto al di sotto delle tre ore, segnando un ottimo 2h50’10” e abbassando di quasi 2’ il proprio personale. Per tutti gli altri, i tempi sono stati superiori alle tre ore, ma considerato che stiamo parlando di veri e propri amatori, il riscontro cronometrico è comunque da ritenersi ottimo. Dopo il portacolori della Runners Avezzano, il migliore è stato il compagno di squadra Maurizio Quaranta (3h11'45”). A seguire: Fernando Scatena (Runners Avezzano) 3h21'27”, Riccardo Tonelli (Runners Avezzano) 3h23'11”, Mario Bazzocchi (Runners Avezzano) 3h24'56”, Mauro De Ioris (Briganti d'Abruzzo) 3h28'03”, Gianni Ranfone (Runners Avezzano) 3h30'40”. Il percorso completamente pianeggiante, prevedeva la partenza e l'arrivo alla Città delle Arti e delle Scienze, per cui non è raro vedere parecchi amanti della corsa con al seguito intere famiglie, che approfittano della circostanza per visitare le bellezze della città situata sulla costa orientale della Spagna, ma Giovanni Pansini è stato colpito in particolare dal calore della gente: «Veramente fuori dal comune, con i marciapiedi assiepati di persone che incitavano continuamente chiunque portasse un pettorale, un atteggiamento che ho riscontrato anche al di fuori della gara e che ha fatto particolarmente piacere a tutti noi».
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