Sette sindaci in campo a tutela dell’ospedale

I primi cittadini: è necessario assicurare un livello di assistenza all’altezza delle esigenze del territorio
SULMONA. I sindaci del Centro Abruzzo lanciano un appello affinché l’ospedale di Sulmona diventi «un reale presidio di prossimità a difesa della salute». Con una lettera aperta, i primi cittadini di Campo di Giove, Giovanni Di Mascio, Cansano, Luca Malvestuto, Castelvecchio Subequo, Marisa Valeri, Gagliano Aterno, Luca Santilli, Pacentro, Guido Angelilli, Pescocostanzo, Roberto Sciullo e Acciano, Fabio Camilli,, hanno voluto inviare un messaggio chiaro alla Regione a tutela delle loro comunità.
«Noi, sindaci del centro Abruzzo, seguiamo con grande attenzione l’iter amministrativo-politico del piano di organizzazione della rete ospedaliera abruzzese licenziato dall’agenzia sanitaria regionale e attualmente all’esame della commissione Sanità della Regione», hanno precisato i primi cittadini, «come sindaci siamo chiamati ogni giorno a dare risposte concrete ai nostri cittadini che lamentano le carenze di un sistema sanitario che non assicura livelli di assistenza all’altezza delle esigenze del nostro territorio. La provincia dell’Aquila negli ultimi anni ha subito un calo demografico più marcato rispetto al dato nazionale con un conseguente aumento dell’età media degli abitanti». Secondo i primi cittadini «obbligare coloro che soffrono di patologie gravi a percorrere distanze superiori a 70 chilometri di strada tortuosa per sottoporsi ad interventi e ricoveri urgenti vuol dire, in concreto, non garantire ai nostri cittadini lo stesso diritto alla salute di cui possono godere i cittadini del restante Abruzzo. In questo contesto l’annunciata riclassificazione dell’ospedale di Sulmona come di primo livello, unitamente al potenziamento della struttura di Castel di Sangro, costituisce un’indicazione decisa di cambiamento e di prospettiva della politica regionale per le zone interne, alla quale auspichiamo si aggiungerà presto una implementazione di servizi anche per i distretti sanitari. Tuttavia temiamo che si tratti solo di uno slogan lanciato per distrarre i cittadini dai fallimenti recenti della sanità aquilana». I sindaci hanno annunciato di voler ottenere «un reale presidio di prossimità a difesa della salute delle nostre comunità». (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

