Sfida sulla città del futuro: ecco i piani dei 4 candidati

3 Giugno 2022

Ricostruzione, frazioni, scuole, Pnrr i temi di dibattito degli aspiranti sindaci 

L’AQUILA. Americo Di Benedetto, Simona Volpe, Stefania Pezzopane e Pierluigi Biondi: i quattro candidati a sindaco si sono confrontati davanti alle telecamere di Rete 8 in interviste individuali condotte dal direttore dell’emittente, Carmine Perantuono, e dal giornalista Giustino Parisse. Questi i punti salienti toccati nel confronto, andato in onda ieri sera.
AMERICO
DI BENEDETTO
Tre le liste a sostegno di Americo Di Benedetto: Il Passo possibile, L’Aquila viva e forte (col supporto di Azione e + Europa), L’Aquila e frazioni. «Ci siamo concentrati», spiega il consigliere comunale e regionale, «su una squadra che potesse astrarsi rispetto alle sigle e non avesse una vita politica in funzione delle stesse. La mia candidatura nasce per una valutazione relativa alle forze che mi sostengono da tempo. Abbiamo cercato di perseguirla e declinarla su un’impostazione di buon governo. Abbiamo costruito una proposta originale, un’alternativa credibile e tutto questo senza andare contro nessuno».
«La nostra volontà», sottolinea Di Benedetto, «è riconducibile al buon governo della città. Non dobbiamo fare proseliti politici, anche perché sosteniamo un progetto differente rispetto agli altri candidati che guardano L’Aquila più come una grande metropoli. Una visione che non tiene conto dei limiti sia dal punto di vista demografico sia da quello relativo alla partecipazione al voto». Parlando della sua storia, Di Benedetto si definisce un “city manager” più che un politico: «Vedo che in cinque anni tante cose non sono state realizzate. I problemi restano gli stessi. Registro la volontà dell’amministrazione uscente di generare un po’ di fumo, un po’ di confusione, inaugurando e facendo promesse. Tuttavia», incalza «ciò che è stato fatto ci sfugge. Noi presentiamo una proposta integrata centro e frazioni. La nostra», aggiunge, «è anche la città degli studi, della scienza, della formazione con tanti nodi che rimangono aperti nella scuola e nell’università, anche dal punto di vista della logistica». Non solo. «Bisogna discutere sugli spazi finanziari, sul Pnrr, così come sul Fondo complementare che sembra più che altro l’occasione per giocare a caso qualche carta sul territorio, ma senza una visione integrata».
Interviene sui sottoservizi anche da ex presidente della Gran Sasso Acqua.
«Abbiamo fatto un buon lavoro iniziale in centro storico», spiega, «portando avanti la parte più complicata e gettando le basi per definire tutta l’area del centro, anche dal punto di vista del progetto di ripavimentazione. Poi, però, i lavori si sono arenati».
Sul Progetto Case, Di Benedetto propone di «istituire una Fondazione di gestione e controllo facente capo alle Amministrazioni separate dei beni di uso civico. Questo garantirebbe maggior controllo anche nelle manutenzioni ordinarie e straordinarie» . Di Benedetto, che propone un assessorato ad hoc per le frazioni, sottolinea le problematiche del turismo montano, anche in relazione alle stazioni sciistiche dalla “Fossa di Paganica” a Montecristo, nel parco del Gran Sasso. «Se sarò eletto», conclude, «lavorerò 24 ore su 24 per risolvere i problemi reali della città. Non devo fare tessere di partito».
SIMONA
VOLPE
«Siamo una comunità di uomini e di donne accomunati dal bisogno di impostare una rivoluzione culturale che esca fuori da formazioni politiche e partiti, da manipolazioni mediatiche e da consuete decisioni prese e imposte da pochi». Si presenta così Simona Volpe, aquilana, candidata sindaco della lista civica “Liber L’Aquila”. Nata e cresciuta all’Aquila si è formata a Perugia e ora lavora in una multinazionale specializzata in logistica e trasporti. «Ho condiviso il mio progetto», spiega, «con una serie di persone incontrate in città. Negli ultimi tempi, diritti, dubbi, paure e libertà dei cittadini non sono state oggetto di attenzione. Abbiamo dunque avanzato una proposta politica per partire da questi elementi e alzare lo sguardo su una città ancora segnata dal terremoto, dall’emergenza sanitaria e da quella economica. Il nostro progetto», aggiunge, «è portato avanti da professionisti e abitanti dal territorio circostante la città». Tra le priorità quella di dare una svolta dal punto di vista culturale. «Un tempo L’Aquila attraeva iniziative culturali incredibili, anche dal punto internazionale», spiega, «poi negli anni l’attenzione è venuta a mancare, come manca l’attenzione nei confronti dei più giovani anche a partire dalla ricostruzione degli edifici scolastici. Bambini e giovani, sono il futuro: saranno loro gli amministratori della città di domani. Questa è la priorità altro che le colonnine elettriche per le auto». Dal punto di vista decisionale, Simona Volpe sottolinea l’opportunità di istituire un Comitato permanente dei cittadini. «Dobbiamo inserire nei tavoli di concertazione e nelle conferenze dei servizi tutti i portatori di interesse: i primi sono proprio i cittadini». Dal punto di vista economico e finanziario il suo programma di governo propone «la riduzione dell’Imu e della Tari. Purtroppo abbiamo perso la zona franca che avrebbe costituito una grande attrattiva. Oggi abbiamo questo grande problema di offerta e competenze. I giovani non le hanno, quelle dei meno giovani sono inadeguate anche di fronte ai pericoli dell'intelligenza artificiale, della robotica e della digitalizzazione che potrebbero potenzialmente mettere a rischio il diritto al lavoro e, dunque, la dignità».
STEFANIA
PEZZOPANE
Sono 6 le liste che animano la coalizione democratica e progressista a sostegno dell'onorevole Stefania Pezzopane: Partito democratico, L’Aquila coraggiosa, L’Aquila nuova, 99 L’Aquila, Demos e Movimento 5 stelle che raccolgono 14 tra partiti, movimenti e gruppi civici di centrosinistra.
«Alle mie spalle», sottolinea la candidata Pezzopane, «c’è un gruppo di donne e uomini forte e coeso, che mi spingono e mi danno forza. Sono giovani, davvero tanti, che saranno la classe dirigente di domani, e persone con maggiore esperienza politica e amministrativa. Con loro costruiremo L’Aquila nuova, la grande L’Aquila, una città aperta, inclusiva, solidale e progressista». Nelle parole di Pezzopane, la consapevolezza di accettare una sfida difficile e non scontata, anche alla luce della sconfitta del centrosinistra alle amministrative di 5 anni fa e dei risultati deludenti alle ultime elezioni regionali.
«A spingermi ad andare avanti», spiega, «è l'amore sconfinato per la città e la consapevolezza che questa L’Aquila che amiamo tanto è a un punto di svolta sul proprio futuro. Se non decidiamo adesso quale orientamento adottare, ci giochiamo le sorti delle nuove generazioni». Per la Pezzopane, il momento attuale è particolare: «L’Aquila ha tante risorse economiche come non le ha mai avute», afferma, «ma non si è ancora messa alle spalle il terremoto di 13 anni fa. Siamo al momento in cui si deve fare un grande salto di qualità. Nell'immediato post-sisma abbiamo resistito, mantenuto presìdi, abbiamo reagito. Ma la popolazione diminuisce, invecchia, e le opportunità vengono a mancare. Qui si preferisce inaugurare la piazzetta, la fontanella. Però le aree periferiche e le compagini sociali restano abbandonate». Dunque la sfida: «Mi metto in gioco perché ritengo che la mia posizione, grazie anche alle relazioni romane possa fare la differenza. Tante cose», aggiunge, «ho contribuito a portare a questa città, a partire dagli 1,7 miliardi per i fondi Pnrr per il cratere e poi tante iniziative, tante possibilità grazie al mio ruolo in Parlamento che mi dà una forza speciale rispetto agli altri competitor».
Chiamata a confrontarsi su “vocazione” e “pianificazione” l'onorevole rilancia l’importanza del Piano regolatore ma anche un “patto per L'Aquila”. «Se sarò sindaca chiamerò Governo, Provincia e Regione, per pianificare lo sviluppo della città».
Per quello che concerne la vocazione, Pezzopane ricorda: «Siamo città manifatturiera, ma anche delle istituzioni, del pubblico impiego, della ricerca. La vocazione non può essere unica. Dobbiamo puntare ai servizi avanzati, ma anche al manifatturiero chimico-farmaceutico e all'industria spaziale connessi con la ricerca. Altro punto importante è legato a turismo e cultura, così come alle scuole».
PIERLUIGI
BIONDI
A sostegno della ricandidatura del sindaco uscente, Pierluigi Biondi ci sono quattro partiti di centrodestra e sei movimenti civici (6 liste in totale): Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Udc, L’Aquila al Centro, L’Aquila Futura, Progetta, Noi con l’Italia, Partito repubblicano italiano, Civici e Indipendenti per Biondi sindaco.
«Sono qui a riprovarci», spiega, «perché non voglio lasciare il lavoro a metà e perché la città ha riconfermato la fiducia nei nostri confronti. Cinque anni fa, riuscimmo a recuperare in maniera rocambolesca lo svantaggio. Siamo in una coalizione ampia e inclusiva, fatta anche di gente che si mette alla prova per la prima volta. Tra le priorità di governo», aggiunge Biondi, «c’è il tema dei temi: il completamento della ricostruzione privata e pubblica. Per quest’ultima non basterà neanche il prossimo quinquennio, anche se le risorse sono tante, così come sono tantissimi i provvedimenti. In ogni caso, saranno comunque ricostruite le nove scuole su cui il Comune ha competenza diretta, in alcuni casi i lavori sono iniziati, in altri abbiamo concluso le procedure di appalto». Per Biondi i prossimi anni segneranno «la definitiva rinascita dell’Aquila. Bisogna puntare sulla riqualificazione di aree strategiche, come il megaparcheggio del terminal da 600 posti auto. La funzionalità di quest’area non può non prescindere dal ripristino dei tapis roulant e dall’installazione dell’ascensore di viale Rendina».
Attenzione anche alle frazioni, per le quali «sono stati programmati 100 milioni di euro al di fuori dei fondi stanziati per interventi di ricostruzione privata. Lavori sono stati fatti ad Arischia», ricorda il sindaco, «prevediamo inoltre di intervenire a Sassa nella struttura ex Sercom, come ad Aragno, Collebrincioni, Onna e San Gregorio con opere di impiantistica sportiva».
Le dinamiche della ricostruzione «rientreranno nella programmazione di 2,8 miliardi di risorse complessive e scelte importanti saranno portate avanti in relazione ai quartieri del Progetto Case. Manterremo un numero di alloggi congruo», assicura il sindaco, «anche per accogliere persone provenienti da Paesi che stanno fronteggiando vere emergenze umanitarie, come l’Ucraina e l’Afghanistan. Ma non abbiamo bisogno di tutto il patrimonio abitativo, soprattutto perché L'Aquila è già la sesta città d’Italia per numero di alloggi disponibili». Infine, il sindaco interviene sui sottoservizi. «Inizialmente», spiega, «erano pensati per una città diversa, disabitata, in cui era relativamente facile effettuare interventi. Poi si è dovuto fare i conti con ricorsi, ritardi, ma anche con il rientro in centro di attività e residenti. Lo smart tunnel comunque, rappresenta una soluzione innovativa, ma non l’unica possibilità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA