Sfiducia al sindaco, è stallo tra centrodestra e Di Masci

Bianchi e gli altri: «Meglio una mozione in consiglio per mandare via Casini» L’intenzione è di arrivare alla decisione soltanto dopo un dibattito in aula
SULMONA. Dicono no alla firma contestuale delle dimissioni e vanno avanti con la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Annamaria Casini. È diventata una partita a scacchi quella dei tre consiglieri di centrodestra che rispondono picche all’invito di Bruno Di Masci di mandare a casa il sindaco già da domani. Anche andando contro quelle che sono le indicazioni del coordinatore territoriale della Lega, Fabio Federico, per il quale l’unica cosa che conta «è mettere fine a un’amministrazione che ha portato solo guai per i cittadini e per Sulmona. Giochi e giochetti li lasciamo agli altri». Ma per Elisabetta Bianchi, (indipendente), Roberta Salvati(Lega) e Mauro Tirabassi (Fratelli d’Italia) è più importante la forma che la sostanza. Al costo di non arrivare in tempo a sfiduciare il sindaco prima del 21 febbraio, ultima data utile per andare ad elezioni già da questa primavera, i tre tirano dritto verso la discussione in consiglio comunale. «Le dimissioni dei consiglieri, fatto che si è purtroppo ripetuto in questi ultimi venti anni, è iniziativa anonima e tecnica», sottolineano Bianchi, Salvati e Tirabassi, «atteso che le contestuali dimissioni dei singoli consiglieri portano allo scioglimento del consiglio comunale per semplice dato numerico, ma non assume alcun rilievo di natura politica; dimissioni peraltro che si possono presentare in qualsiasi momento non necessitando di alcun termine di preavviso. Al contrario la sfiducia da parte della maggioranza dei consiglieri comunali, oltre che a riportare la vicenda nella sede più consona, cioè l’aula consiliare aperta ai cittadini, è fatto chiaramente politico, dovendo per legge, a differenza delle semplici dimissioni, essere motivata. Se poi c’è chi preferisce anonime dimissioni ad un confronto politico sulla sfiducia, ne comprendiamo l’imbarazzo ma non possiamo certo accedere al desiderio di sottrarsi al confronto».
Per quanto riguarda i tempi, gli esponenti del centrodestra ricordano quindi che sia la legge sull’elezione diretta del sindaco che il regolamento del consiglio comunale consentono la convocazione dell’organo a dieci giorni dal deposito, ed attesa la urgenza di risolvere la situazione di stallo politico ed amministrativo il presidente del consiglio comunale non potrà che doverosamente a tanto pervenire.
«Ci sono pertanto i tempi per procedere alla sfiducia del sindaco nei prossimi giorni, evitando un lungo commissariamento», concludono Tirabassi, Bianchi e Salvati. «Pertanto chiederemo agli altri consiglieri di sottoscrivere la mozione in via di presentazione, per consentirne l’immediata delibera nella massima assise civica».
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