Sfilata in Regione: salvate il Rianza

Centrale idroelettrica contestata, 18 associazioni e il sindaco di Capistrello ascoltati dal Via
CAPISTRELLO. Diciotto rappresentanti delle associazioni ambientaliste e un sindaco sfilano in Regione per contestare la centrale idroelettrica lungo il torrente Rianza, a Pescocanale, frazione di Capistrello. Un progetto che prevede di intubare circa un chilometro del corso d’acqua della Valle Roveto. Ma bisognerà attendere ancora qualche ora per conoscere il parere del comitato Via della Regione Abruzzo.
Lo scopo della società Abruzzo Energie Rinnovabili srl è realizzare una centrale idroelettrica in grado di produrre 200 kilowatt in un’area dove attualmente si trova un parco naturale. A dire no, e a spiegarne le ragioni, ieri in Regione all’Aquila sono arrivati i rappresentanti delle 18 associazioni che sono scese in campo per tutelare il torrente di Rianza (Forum H2O, Soa, Fare Verde Onlus, Lipu, Coop. Sociale Lybra, Avis Pescocanale, Wwf Abruzzo Montano, Associazione Verde Liri, Altura, Il Martello del Fucino, Centro Natura Marsica, Il Salviano, Comitato Piani Palentini, Erci Team Onlus, Comitato spontaneo Viviamo Il Liri, Comitato Salviamo La ferrovia Avezzano-Roccasecca, Amici dell’Emissario, Nuovo senso civico onlus), il sindaco di Capistrello, Francesco Ciciotti, e una delegazione di residenti. «Siamo entrati in Regione alle 10.30 e abbiamo terminato alle 18», ha commentato Augusto De Sanctis del Forum H2O, che per primo ha denunciato e si è opposto al progetto della Abruzzo Energie Rinnovabili srl, «è stata una maratona interminabile. Si è parlato di ben 16 progetti tra discariche, bonifiche e centrale idroelettrica di Pescocanale. Avevamo chiesto di poter fare le audizioni per dire la nostra e ci è stato possibile. Non sappiamo ancora che cosa abbiamo ottenuto, lo sapremmo nelle prossime ore. Diciamo che possiamo essere ottimisti perché il comitato ha ascoltato noi, il sindaco di Capistrello e altre associazioni e valuterà le nostre osservazioni. Intubando il torrente si metterebbero a rischio l’ecosistema e una risorsa idrica». (e.b.)
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