Sfollati e senza aiuti Arrivano i fondi

Il Comune corre ai ripari e anticipa i soldi attesi da un anno Saranno pagati gli affitti alle 22 famiglie più disagiate
SULMONA. Sono ancora 120 gli sfollati sulmonesi a nove anni dal sisma dell’aprile 2009. Tutti in attesa da più di un anno del contributo per l’autonoma sistemazione che tarda ad arrivare dall’Ufficio speciale della ricostruzione di Fossa. Per questo la giunta guidata da Annamaria Casini ha deciso di anticipare le somme di un trimestre almeno a 22 delle famiglie in attesa. La scelta è stata fatta in base a criteri di reddito e di difficoltà economiche oggettive, comprovate anche dal settore sociale di Palazzo San Francesco. Così, dopo la delibera di giunta del 28 gennaio scorso, è arrivata anche la determina del 15 febbraio a firma del dirigente Amedeo D’Eramo, con cui si autorizza il pagamento di parte delle somme. O meglio l’anticipo di 30mila e 919 auro da ripartire tra le 22 famiglie, con somme che vanno dai 900 ai 1.800 euro ciascuna. Una cifra contenuta che, però, risulta determinante per quelle famiglie che hanno dovuto lasciare le loro case da circa nove anni e che devono fare i conti con le spese di quelle prese in affitto per non restare senza un tetto sulla testa.
«Le nostre case restano inagibili non certo per colpa nostra», affermano alcuni sfollati, «noi abbiamo fatto il possibile, ma se le pratiche non vanno avanti negli uffici siamo condannati a restare in queste condizioni. Una situazione che non auguriamo a nessuno. Molti di noi stanno invecchiando, in attesa di tornare a casa». Ora toccherà al neo-assessore alla Ricostruzione, l’architetto Antonio Angelone, sbloccare le cose. Come da anni chiedono gli sfollati, senza ottenere risposte. Secondo gli ultimi dati dell’Ufficio tecnico della ricostruzione, delle circa 85 pratiche da istruire, 65 sono del comune di Sulmona, le altre del circondario. Da qui la richiesta del sindaco Casini di rivedere le condizioni della convenzione stipulata tra i Comuni di Sulmona, Pratola e Raiano, al fine di rendere più equa la modalità di gestione delle pratiche (finora uguale per tutti e tre, nonostante gli altri due paesi siano più piccoli e abbiano quasi azzerato il fabbisogno). Una situazione di stallo per Sulmona, tanto che nel corso del 2014 solo quattro pratiche erano state approvate dall’ufficio di Goriano e solo tredici dal Comune per circa 800mila euro.
Sulla scia di questi dati, da anni arrivano appelli da Ance e Ordini professionali sulla necessità di sbloccare le cose. Appelli che sono serviti di recente a potenziare l’Ufficio sisma del Comune. (f.p.)
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