Sfollato da 10 anni: «La mia è un’odissea»

Di Loreto senza casa dal 6 aprile 2009: «Prima l’hotel, finiti gli aiuti dormo sul divano di mio fratello, mamma da un’anziana»
SULMONA. Dieci anni, quattro mesi e 25 giorni fuori dalla propria casa e con l’incertezza di rientrare. Non varca la soglia del suo appartamento dal 6 aprile 2009 Dino Di Loreto, storico edicolante sulmonese, premiato proprio per l’attività tra le più longeve della città coi suoi 53 anni di servizio. Persona conosciuta in città e soprattutto in zona stazione centrale dove ha la sua edicola, Di Loreto resta uno degli sfollati storici della città. E con lui la sua mamma di 88 anni, Lucia Marinucci. «Non so nemmeno se mamma rientrerà in quella casa» racconta «speriamo che dopo la pausa estiva qualcosa si muova. Del resto, sono passati tanti anni e la nostra situazione non è semplice. La mia vita è un’odissea».
La casa di vico Breve a Sulmona, una traversa dei Cappuccini, esce malandata dal sisma del 2009, con una inagibilità classificata come E, la più grave, per cui si potrebbe anche disporre la demolizione. Comincia, così, la storia da sfollati della famiglia Di Loreto, mamma e figlio, che vanno prima a stare da un parente nell’immediato dopo sisma, fino a quando le cose si organizzano meglio e comincia la gestione vera e propria degli sfollati a opera dei Comuni. Dal 2009 al 2011, Dino Di Loreto e la mamma vanno a stare per due anni nell’ex Europa Park hotel, riconvertito in struttura per i terremotati. Qui si costituisce il Comitato sfollati invisibili, così come si definiscono gli stessi membri, in attesa di vedere una soluzione alla loro condizione. «In albergo siamo stati benissimo», ricorda Di Loreto, «abbiamo stretto amicizie con gli altri ospiti e soprattutto ci siamo sentiti parte di una comunità, poi tutto si è interrotto».
Nel 2011, infatti, la sistemazione negli hotel a carico dello Stato viene sostituita da più modeste sistemazioni in B&B, case vacanze e alloggi del Comune. Tutti dislocati in diverse parti della città. Fino ad arrivare all’autonoma sistemazione, il mensile percepito da ogni sfollato che dimostra di aver preso una casa in affitto. «Dal 2015 al 2018 abbiamo preso l’autonomia sistemazione e ora nemmeno più quella», aggiunge l’edicolante, «così non è semplice: dormo sul divano di mio fratello e mia mamma va a casa di una signora anziana a cui dà una mano. Quello che ci manca è l’atmosfera di casa». Una mancanza lunga dieci anni, che Di Loreto cerca di sopperire occupando quasi tutto il suo tempo in edicola, che nel frattempo è diventata la sua casa, dove ogni Natale allestisce un presepe tra quotidiani e riviste: «Perché alle tradizioni non si rinuncia, nemmeno dopo dieci anni da sfollati».
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