Sfratti a Sassa: 90 famiglie pronte a presentare ricorsi

21 Agosto 2021

Adesioni raccolte dal comitato civico che si oppone alla scuola dei vigili del fuoco «Zona a rischio alluvioni, non è idonea a ospitare caserme: si faccia altrove»

L’AQUILA . «Sassa Nsi non è un sito adatto a locali strategici come le caserme: In ogni caso, gli sfratti sono un danno per i residenti e siamo pronti a dare battaglia». Non ha dubbi Antonio Perrotti, di “Comitatus aquilanus”, l'associazione che tre giorni fa ha indetto un'assemblea fra gli inquilini del progetto Case di Sassa Nsi. Nel corso della riunione gli inquilini presenti hanno votato all’unanimità a proposta di chiedere al Comune di spostare la localizzazione della scuola dei vigili del fuoco, struttura prevista in quella zona in base a un accordo tra il ministero degli Interni e il Comune.
«Già 75 famiglie nel corso dell’assemblea», fa sapere Perrotti, «hanno firmato per aderire a eventuali ricorsi: una quindicina si sono aggiunte questa mattina (ieri ndc). Se il Comune decide di andare avanti, faremo partire le impugnative legali che saranno basate sui danni che rischiano i residenti e soprattutto minorenni». Per questi ultimi in particolare e nei confronti di tutti gli inquilini l’assessore al Patrimonio Vito Colonna ha promesso massima attenzione. «Credo però che sarà difficile accontentare le famiglie», sottolinea Perrotti, «ma se dovesse accadere, rifletteremo: non vogliamo andare necessariamente allo scontro». Su un altro fronte, quello urbanistico, il coordinatore del comitato civico ha invece le idee chiarissime. «Sassa Nsi è un sito soggetto ad allagamenti, è già successo due volte e per piogge non esagerate». Lì non possono essere allestite caserme «non solo perché non lo prevede il Prg, ma soprattutto perché quell’area ha già dimostrato di essere pericolosa in caso di forti piogge». Si tratterebbe, secondo lui, di una scelta assurda. «Inoltre», continua Perrotti, «Sassa Nsi al momento potrebbe ospitare solo stanze per dormire: la caserma e le aule scuola dove andranno?». Invece di proseguire a «testa bassa» nella direzione intrapresa, con il rischio di dover spezzettare il complesso, il rappresentante del “Comitasus aquilano” insiste sulla necessità di individuare un’area alternativa, idonea ad accogliere tutta la struttura. «Del resto», prosegue, «all’Aquila abbiamo tantissimi spazi sottoutilizzati. C'è la ex Italtel, con larghissimi spazi non utilizzati: addirittura ci sono letti vuoti alla Scuola della Finanza di Coppito».
I dubbi riguardano anche ai tempi. «Per costruire la struttura ci vogliono almeno tre anni, che senso ha sfrattare tutti subito?», chiede Perrotti, «non sarebbe più utile cercare altri spazi? I nostri avvocati andranno al ministero degli Interni a dire tutto questo». (r.p.)
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