Sfratti in vista ai residenti nelle case di Europa Risorse

Doccia gelata per gli sfollati che ancora non sono tornati nelle loro abitazioni Vani i tentativi di restare pagando un affitto equo: finora nessuna risposta
L’AQUILA. Dovranno lasciare al più presto l’alloggio pagando anche grosse somme per l’arretrato maturato dal 2015 a oggi. Accade a numerosi aquilani che dal 2009 abitano negli appartamenti della società Europa Risorse (che nel 2009 ne acquistò più di trecento “da destinare, temporaneamente e senza intenti speculativi, agli sfollati del terremoto”). Gli sfratti sono stati formalmente inviati nei giorni scorsi dopo la convalida da parte del giudice. I decreti ingiuntivi di pagamento, invece, stanno raggiungendo anche chi aveva già lasciato l'appartamento per rientrare nella propria abitazione o aveva accettato di andare nel Progetto Case. In quest’ultimo caso viene chiesto il canone arretrato per il periodo fra il 2015 (quando cessò l’assistenza alla popolazione) e il momento in cui l’abitazione è stata lasciata e in più una penale che ammonta a 40 euro al giorno per occupazione abusiva. La storia si trascina dal 31 marzo 2015 con la comunicazione da parte dell’amministrazione comunale della cessazione di tutte le forme di assistenza alla popolazione per i cittadini che percepivano il Cas (Contributo autonoma sistemazione) o alloggiavano in abitazioni in affitto concordato o del Fondo immobiliare. Una doccia gelata per chi, a 6 anni dal sisma, non era ancora riuscito a rientrare nella propria abitazione. I cittadini alloggiati nel Fondo Immobiliare hanno provato ad aprire una trattativa con Europa Risorse, chiedendo di poter pagare un affitto equo e non le somme ritenute “assolutamente fuori mercato” che la società aveva ottenuto dal 2009 al 2015 dallo Stato tramite il Comune. Il riferimento per determinare un eventuale canone – secondo gli inquilini – era rappresentato dai Patti territoriali, strumento di cui si è dotato ogni comune del territorio nazionale (e utilizzato dal Comune per la definizione del canone di chi è ospitato nel Progetto Case come affittuario e non come proprietario di casa inagibile).
Ma da parte di Europa Risorse ci sarebbe stata chiusura totale anche rispetto alle sollecitazioni che pure ci sarebbero state da parte dell’amministrazione comunale (ex giunta Cialente). Una parte degli inquilini non ha arretrato. È restata nelle abitazioni del fondo immobiliare continuando a chiedere di pagare un affitto “equo” (che è circa la metà di quello che veniva pagato dal Comune).
«Nessuna risposta c’è stata», dicono gli inquilini, «se non l’invito periodico a rilasciare libero l’appartamento e la richiesta di un’indennità di occupazione di migliaia di euro».
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