Sfregio nel Parco, boscaiolo abusivo nei guai

L’uomo di Lecce nei Marsi accusato di furto nella faggeta dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco
LECCE NEI MARSI. Uno sfregio alla faggeta vetusta del Parco nazionale d’Abruzzo, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco, è stato messo a segno da un taglialegna di frodo scoperto e denunciato per furto e depauperamento delle bellezze naturali da due guardiaparco durante un normale servizio di controllo del territorio protetto. A.R. di Lecce nei Marsi è stato sorpreso nei giorni scorsi da Michela Mastella e Nicolina Lippa mentre era intento a tagliare e depezzare un grosso esemplare di faggio con l’ausilio di una motosega e, pertanto, senza alcuna autorizzazione degli enti preposti. L’abuso si è consumato in località Cicerana, all’interno del comune di Lecce nei Marsi e del territorio ricadente dentro i confini del Pnalm. I due guardiaparco hanno provveduto anche al sequestro della motosega e della legna oggetto di furto che è stata affidata in custodia giudiziaria al Comune proprietario. Secondo il servizio di controllo e tutela del Parco il boscaiolo denunciato sarebbe a conoscenza delle procedure che regolano il taglio di alberi, poiché in passato aveva fatto richiesta di autorizzazione per recuperare piante divelte nella stessa zona. Ad aggravare la posizione del taglialegna abusivo, inoltre, è il fatto che l’area in cui è stato sorpreso ricade nella cosiddetta “zona cuscinetto” dei siti Unesco delle faggete vetuste. «Proprio per le importanti ragioni di tutela», ricordano dal Parco d’Abruzzo, «non sempre viene rilasciata l’autorizzazione al recupero delle cosiddette piante divelte come invece avviene per altre zone, in quanto anche gli alberi morti a terra rappresentano un grande valore per la conservazione della biodiversità, quali habitat naturale di diverse specie di insetti protetti così come riportato nella Direttiva habitat recepita dall’Ente».
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