Sfruttamento all’Aquila e Avezzano, imminente la chiusura delle indagini

16 Luglio 2017

Tra le tante inchieste sulla prostituzione all’Aquila resta da definire, quanto a sviluppi da parte dell’autorità giudiziaria, una vicenda venuta alla luce un paio di mesi fa e caratterizzata, per...

Tra le tante inchieste sulla prostituzione all’Aquila resta da definire, quanto a sviluppi da parte dell’autorità giudiziaria, una vicenda venuta alla luce un paio di mesi fa e caratterizzata, per ora, da tre denunce. Si tratta di segnalazioni per favoreggiamento a carico di un uomo e di due e donne
che operavano principalmente nel capoluogo abruzzese e nella Marsica. I 3 avevano creato un proficuo giro di affari basato sullo sfruttamento sessuale di ragazze provenienti dal Sud America. L’uomo, cittadino anch’esso sudamericano, aveva il compito di reperire le giovani da avviare alla prostituzione. Al contempo le due donne, una italiana e l’altra extracomunitaria, erano rispettivamente dedite all’individuazione di appartamenti utilizzati come vere e proprie “case chiuse” e all’effettuazione dei bonifici bancari per il pagamento degli affitti. Inoltre, la donna extracomunitaria recitava il ruolo della coniuge ogniqualvolta l’uomo si recava in cerca di appartamenti, tutto ciò allo scopo di rassicurare i proprietari degli immobili. Le indagini della polizia (nella foto) hanno fatto emergere come le prime case di appuntamento fossero state aperte all’Aquila e che, in virtù del vantaggio economico riscontrato, ci fosse stata un’espansione dell’attività anche ad Avezzano.
La sponsorizzazione avveniva tramite annunci su siti internet e inserzioni sui giornali con una notevole rotazione dei numeri telefonici utilizzati.
Oltre ad aver denunciato i responsabili , gli agenti sono anche giunti all’individuazione di tutte le donne vittime dei soprusi: molte, infatti, non volevano fare le prostitute.