Sgarbi-show al Munda «Saturnino Gatti è come Raffaello»

Il critico d’arte entusiasta della collezione di Borgo Rivera «In queste sale si avverte forte il senso di rinascita»
L’AQUILA. «Nella mia percezione immaginavo che il Castello (che ospitava fino al 2009 il Museo nazionale d’Abruzzo, ndr) fosse stato rimesso in piedi. Oggi ho invece scoperto questo museo, con opere straordinarie in un’antologia perfetta dei grandi maestri abruzzesi».
Vittorio Sgarbi arriva al Munda di Borgo Rivera, saluta la soprintendente Lucia Arbace e subito parla dell’ex sindaco Cialente. «L’ho sentito dopo le elezioni, era abbattuto». Ride, abbraccia l’assessore Sabrina Di Cosimo, chiede al vicesindaco Liris «Ma voi siete di Forza Italia?». Poi si tuffa tra le opere d’arte. «Una collezione straordinaria. Quella di Saturnino Gatti che stava a Collemaggio è la Madonna più straordinaria che si possa immaginare. Il Cinquecento, il Seicento, coi capolavori della collezione Cappelli. Il museo è importante perché qui c’è senso di rinascita. Venendo qui non è che uno dimentica il terremoto, ma in queste stanze si entra in una civiltà artistica assoluta. Il Rinascimento aquilano è di prima fila, può misurarsi con quello toscano o emiliano. Saturnino Gatti è come Raffaello». Sulle differenze tra il sisma dell’Aquila e dell’Emilia, Sgarbi afferma che «lassù sono riusciti a dimenticare il terremoto, lo hanno confinato dentro le transenne mentre la vita intorno è ripresa. Non dico che gli aquilani siano stati meno bravi, forse hanno aspettato qualcosa che non è arrivato. La qualità dei governi si misura col tempo che ci metteranno a ricostruire L’Aquila». (r.p.)
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