Sgarbi: uno sfregio l’arredo alla rotonda San Francesco

Il critico d’arte polemizza sugli interventi di riqualificazione nel centro di Sulmona L’assessore Tirimacco: «Autorizzati dalla Soprintendenza, qui materiali di pregio»
SULMONA. Finisce tra gli esempi della campagna mediatica “Italia sfregiata” ideata da Vittorio Sgarbi il progetto di riqualificazione fatto alla base della scalinata della rotonda di Francesco della Scarpa. Quella panchina circondata da due fioriere e un cestino gettacarte in travertino proprio non piacciono al noto critico d’arte, che l’altra sera si è abbandonato a un commento sui social piuttosto schietto, come nel suo stile del resto. La critica arriva molto probabilmente dopo la segnalazione di qualche sulmonese alla casella mail messa su dall’esperto d’arte per segnalare criticità e “aggressioni” al patrimonio artistico e architettonico della Penisola.
«Ogni volta che leggo o sento la parola riqualificazione penso all’ennesimo sfregio al nostro patrimonio», denuncia Sgarbi, «è il caso della chiesa di San Francesco della Scarpa a Sulmona. Guardate un po’ cosa vi hanno piazzato davanti. Ma si può?», domanda postando la foto dei nuovi arredi urbani.
Gli stessi che sono stati posizionati in piazza XX Settembre, difronte alla fontana del Vecchio e che sono dello stesso stile della villetta-belvedere che da corso Ovidio fa capolino sull’acquedotto medievale e si affaccia su piazza Garibaldi. Una riqualificazione urbana che era proseguita anche con la sostituzione della soletta in pietra con quella tanto discussa in travertino a piazza XX Settembre, per cui un gruppo di cittadini si era organizzato sui social ed era riuscito a bloccare i lavori per una giornata, con tanto di solidarietà dell’assessore ai Lavori pubblici, poi costretto alla retromarcia difronte al progetto approvato e finanziato.
Lo stesso Mauro Tirimacco ricorda a Sgarbi, però, che il progetto fa parte di una prospettiva più ampia di restyling di tutto il centro storico per renderlo più appetibile e fruibile.
«Per quanto riguarda l’intervento è stato condiviso e autorizzato dalla competente Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo, preposta al rilascio dell’autorizzazione per l’esecuzione di opere e lavori di qualsiasi genere sui beni culturali», replica Tirimacco, «l’intervento, a differenza di quanto afferma l’illustre professore, è removibile e non può deturpare alcun monumento. I nuovi arredi che hanno sostituito i precedenti in malta cementizia sono in travertino toscano di eccezionale qualità», conclude Tirimacco, «la cui semplicità nelle forme rappresenta un valore aggiunto alle tipologie di arredo standardizzato». (f.p.)
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