Sgomberi, il Comune comincia da Sassa

L’assessore Pelini: ci vorranno forse due mesi per ricollocare i 138 nuclei familiari delle 12 piastre da chiudere
L’AQUILA. L’ordinanza di sgombero è pronta e riguarda 138 appartamenti dislocati su 12 piastre dei Progetti Case di Cese di Preturo, Arischia, Collebrincioni, Sassa (nucleo industriale) e Coppito 2. Le piastre da svuotare sono quelle realizzate, come le altre sei già chiuse, dall’associazione temporanea di imprese Iter. Lo sgombero, che era già nell’aria visti gli esiti delle indagini termografiche e degli esami a campione eseguiti dal Comune sulle palazzine, è stato accelerato dopo il crollo di un altro balcone, avvenuto domenica mattina a Cese, nella piastra 20 di via Volonté fortunatamente già da tempo svuotata. Il balcone venuto giù è uno degli 800 sequestrati tempo fa nelle sei piastre già chiuse e nelle 12 che ora il Comune si appresta a sgomberare. Si comincerà, come ha detto la dirigente del settore ricostruzione pubblica, Enrica De Paulis, da Sassa dove due piastre destano forte preoccupazione. Sono 22 le famiglie da dover ricollocare in alloggi sicuri – senza balconi pericolanti, infiltrazioni di acqua e solai inclinati – e possibilmente nella stessa zona. Poi, via via, toccherà alle altre 116 famiglie traslocare da quelle case. Alloggi che avrebbero dovuto garantire un tetto sicuro agli sfollati e che invece si sono rivelati fatiscenti.
«I nostri uffici», ha spiegato ieri l’assessore Fabio Pelini, che ha la delega all’assistenza alla popolazione, «hanno già gli elenchi dei nuclei familiari da contattare. È chiaro che le famiglie avranno carta bianca nella scelta, tra gli alloggi disponibili del Progetto Case e Map, delle nuove sistemazioni. Ci rendiamo conto che il disagio è notevole, ma la sicurezza viene al primo posto. Cercheremo di aiutare tutti e di ridurre al minimo i problemi che un trasloco comporta. Molte famiglie hanno iscritto i bambini nelle scuole del quartiere o delle frazioni dove attualmente vivono e, dunque, faremo il possibile per non assegnare loro alloggi lontani da quelli che dovranno lasciare. In tal senso, il problema più grande riguarda Collebrincioni, perché in quella zona non abbiamo alloggi alternativi. Gli appartamenti più vicini sono a Gignano. E poi, c’è il caso delle famiglie che ad Arischia si sono rifiutate di lasciare le piastre già sgomberate. Ma il loro trasferimento non è più rinviabile. Al momento il Comune può disporre anche dei Map dissequestrati e rimessi a posto ad Arischia (in parte già rioccupati) e a Tempera. Quelli di Cansatessa, invece, sono per ora inutilizzabili. Gli alloggi ci sono, ma questa è una situazione che provoca disagi e problemi anche economici alle famiglie costrette a traslocare. In quanto ai tempi necessari per completare l’operazione», ha concluso Pelini, «ci vorranno almeno 45-60 giorni».
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