Si accende il Fuoco del perdono simbolo di pace e fratellanza

Dall’eremo di Sant’Onofrio tante le fiaccole in cammino per ricordare il messaggio di Celestino V Un viaggio a tappe con l’arrivo il 23 all’Aquila. Il corteo oggi alla cattedrale di Sulmona e poi a Pratola
L’AQUILA. È partito ieri sera, dall’eremo di Sant’Onofrio, luogo in cui Pietro Angelerio viveva prima di diventare Papa Celestino V, il Fuoco del Morrone, da sempre simbolo di pace, fratellanza e riconciliazione, che caratterizza la Perdonanza Celestiniana. Un cammino che si chiuderà il 23 con l’arrivo all’Aquila della fiaccola che sarà consegnata al sindaco Pierluigi Biondi, che accenderà il braciere della pace, dando così inizio ufficialmente alla 729esima Perdonanza Celestiniana.
Ieri all’imbrunire, l’appuntamento con i tedofori con l’accensione delle fiaccole che hanno iniziato il loro cammino verso valle per ricordare il messaggio di pace di Pietro da Morrone.
Un messaggio che, in questi anni di guerra, è tornato prepotentemente di attualità. «Quest’anno più che mai il lascito spirituale e morale di Celestino V impone un momento di riflessione per tutti coloro che auspicano e credono nella pacifica convivenza di uomini e popoli», hanno sottolineato gli organizzatori della Perdonanza presentando nei giorni scorsi il percorso del Fuoco del Morrone.
Percorrendo i sentieri illuminate dalle fiaccole, il fuoco ha raggiunto il piazzale della chiesetta di San Pietro, nella frazione di Bagnaturo di Pratola Peligna, dove è stato acceso un tripode con la benedizione del parroco, alla presenza delle autorità civili di Sulmona e Pratola. Oggi invece è il giorno della “Perdonanza sulmonese”: i tedofori portano il fuoco nella cattedrale di San Panfilo, prima della successiva tappa a Pratola, con il corteo che transita davanti alla Madonna della Libera che ospita il quadro di Celestino. Domani è in programma la tappa più lunga del percorso, con l’arrivo a Raiano e il cammino sulla salita per arrivare a Goriano Sicoli, dove si rende omaggio a Santa Gemma. Ci saranno poi le tappe a Castel di Ieri e a Castelvecchio Subequo, e quindi Acciano. Poi Molina, Rocca Preturo, Beffi e Succiano fino a Tione degli Abruzzi, Fontecchio, l’arrivo a Ripa di Fagnano Alto con le tappe nelle chiese e nei luoghi simbolo di Celestino V.
Martedì il fuoco attraversa Villa Sant’Angelo, San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese e Fossa.
In occasione del 40ennale del Corteo della Bolla, che ha segnato la nascita della Perdonanza moderna, a Onna viene anche ricordato il primo Corteo della Bolla del 28 agosto 1983. Il 23 il corteo passa da Onna alla chiesetta di San Pietro Celestino a Paganica, nel pomeriggio tocca Bazzano, Pianola per poi approdare all’Aquila.
Un itinerario uguale a quello idealmente percorso da Pietro Angelerio alla fine di agosto del 1294, per arrivare all’Aquila e vestire le insegne di papa (con il nome di Celestino V), nella basilica di Collemaggio da lui fatta erigere.
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