Si accende lo scontro sui migranti in città

Critica Sinistra Italiana: «La destra inadeguata a gestire l’emergenza». Anche gli studenti dicono no
L’AQUILA. L’apertura di un Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) all’Aquila continua a infuocare il dibattito politico. All’ipotesi, smentita dal sindaco Pierluigi Biondi, di ospitare i migranti all’ex caserma Campomizzi o all’aeroporto di Preturo, ha fatto seguito la dura accusa che Sinistra Italiana ha lanciato al centrodestra in merito alle politiche migratorie. Per Fabrizio Giustizieri e Pierluigi Iannarelli, del circolo di Si dell’Aquila, il centrodestra si sta dimostrando «inadeguato» nell’affrontare l’emergenza sbarchi. «Il ricorso ai Cpr», sostengono i due esponenti di Sinistra Italiana, «è una misura inutile per contrastare il fenomeno migratorio, se quello era l’intento, perché il numero di rimpatri è minimo rispetto al numero di arrivi non essendoci accordi politici con gli stati di provenienza: nei primi 7 mesi del 2023 sono sbarcate 89.158 persone a fronte di soli 2.561 rimpatri». «Ma la vera vergogna», proseguono Giustizieri e Iannarelli, «sono i 5mila euro per il richiedente asilo che voglia evitare il centro di trattenimento». Una misura definita «oscena» e «incommentabile». Poi gettano benzina sul fuoco nello scontro cittadino: «Malgrado le smentite del sindaco Biondi», dicono, «fa pensare che si facciano dei sopralluoghi nella caserma Campomizzi e, soprattutto, irrita ricordare che non più di due mesi fa da quella stessa caserma sono stati “sfrattati” gli studenti universitari meritevoli che non potevano permettersi di pagare un affitto. Triste constatare che oggi si preferisce danneggiare chi studia con merito per aprire propagandistici centri di permanenza, non solo inutili ma dannosi sia per chi ne viene rinchiuso sia per la cittadinanza tutta: quando si crea emarginazione il danno è infatti sia per gli emarginati che per chi vive vicino alle zone di tale emarginazione».
Chi si oppone ai Cpr (definiti «lager di Stato») sono anche i giovani dell’Unione degli studenti dell’Aquila: «I Cpr rappresentano luoghi di tortura legalizzati di fronte i quali abbiamo il dovere di opporci. Anche in Abruzzo», ammoniscono, «daremo il via a una battaglia contro questo strumento di repressione». (l.p.)
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