«Si aprono scenari preoccupanti»

22 Agosto 2023

Parla il colonnello dei carabinieri Mirante: decisivo l’aiuto del manager Romano

L’AQUILA. «Una vicenda come questa è preoccupante, perché va ad aprire scenari particolarmente delicati che riguardano la gestione dei fondi pubblici». Così il comandante provinciale dell’Aquila dei carabinieri, Nicola Mirante, parlando della sospensione dal servizio di tre dipendenti della Asl coinvolti in un’inchiesta su un appalto per apparecchiature mediche. «Sappiamo l’importanza e il valore, a livello macroeconomico, nella gestione delle gare in ambito sanitario e di quanto sono importanti i criteri di trasparenza e legalità», sottolinea Mirante. «A tal proposito, in questa situazione è da elogiare la collaborazione della Asl stessa, in particolare del direttore generale, Ferdinando Romano, che in prima persona è intervenuto e si è fatto parte attiva in questa opera di controllo e risanamento della gestione delle gare d’appalto». Nel merito delle indagini, il colonnello Mirante ha chiarito che «è stata l’attività investigativa a evidenziare una serie di condotte che hanno in una circostanza, ad esempio, portato a identificare una sola e unica azienda che poteva partecipare alla gara d’appalto, quindi andando a minare i criteri della trasparenza e dell’evidenza pubblica». Questo può succedere, ha spiegato, «nella relazione dei bandi di gara dove vengono inserite le caratteristiche del bene acquistato che automaticamente esclude il bene fornito da altre tipologie d’azienda. Quando parliamo di beni tecnologicamente complessi e particolarmente avanzati come quelli utilizzati in sanità, ovviamente la cosa è molto più complessa in descrizione, ma sinteticamente possiamo dire che venivano definiti alcuni criteri per partecipare alla gara che impedivano alle altre aziende di intervenire. Nonostante questo, c’è stata anche un'altra azienda, come definito nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, che è intervenuta per cercare di modificare il bando, però poi sostanzialmente sono rimasti i criteri che hanno avvantaggiato. Ovviamente, l’intervento ha consentito di bloccare il procedimento», ha concluso Mirante.