Si autoaccusa di abusi sessuali: a giudizio

4 Dicembre 2018

La Cassazione lo scarcera, ma il giovane romeno resta agli arresti in attesa che il Riesame si adegui alla nuova decisione

L’AQUILA. Diventa sempre più un insolito groviglio, con contraddizioni da dipanare, una vicenda giudiziaria riguardante una presunta tentata violenza sessuale: l’accusato si incolpa e poi ritratta ma il pm, tramite rito immediato, credendo alla sua prima versione, lo manda a giudizio. Finisce in carcere, ma secondo la Cassazione, che si è pronunciata di recente, dev’essere liberato: non prima, però, che il Riesame, che aveva confermata la custodia cautelare, si adegui alla pronuncia del supremo organo giudicante. Ci vorrà del tempo.
Il giovane, Alexandru Solomon residente al Progetto Case di Roio Poggio, era stato arrestato dalla polizia in quanto un’aquilana lo aveva accusato di averla minacciata con un coltello per obbligarla a tenere un rapporto sessuale con un amico di lui. Un atteggiamento violento che sarebbe comunque rimasto nella sfera del tentativo. L’uomo, in occasione della convalida del fermo di polizia giudiziaria, si era inspiegabilmente incolpato anche di una tentata violenza sessuale ai danni di questa giovane, probabilmente ubriaca. Non riuscendovi l’avrebbe derubata del cellulare e di una cinquantina di euro. Egli, in relazione alla violenza sessuale, aveva sostenuto che era stata la stessa ragazza a chiedergli di avere un rapporto per cui non ci sarebbe stato reato. Di fronte a un quadro accusatorio perlomeno insolito il giudice decise di tenerlo dentro, in base alla relazione della polizia. L’uomo avrebbe usato violenza in una situazione di “minorata difesa”: si sarebbe dovuto astenere dal suo comportamento anche a fronte di una richiesta di sesso, perché la ragazza pareva ubriaca. Ora, sulla scorta della Cassazione, la posizione dell’imputato, difeso dall’avvocato Gianluca Totani, pare meno compromessa.
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