Si battono altre due zone: Ovindoli e Valle Genzana

2 Febbraio 2021

Non più soltanto Valle Majelama. A giorni il nuovo tentativo con lo speciale sonar Ascoltati dai carabinieri gli allevatori che 10 giorni fa li hanno visti passare in auto

MASSA D’ALBE. Le ricerche dei dispersi vanno avanti, come anticipato ieri dal Centro. Tra mercoledì e giovedì è atteso il ritorno dello speciale sonar Recco, questa volta dal Trentino. «Nella giornata in cui si utilizzerà il dispositivo», spiega Daniele Perilli del Soccorso alpino Abruzzo, «non ci saranno uomini in quota per evitare interferenze». È quanto emerso nel vertice convocato ieri pomeriggio dal prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, al quale hanno partecipato il direttore dell’agenzia regionale di Protezione civile, il vicario della questura, i comandanti di carabinieri, Finanza, vigili del fuoco, i rappresentanti del comando militare Esercito Abruzzo e 9° Reggimento alpini, i vertici del Soccorso alpino e i sindaci di Avezzano, Magliano e Massa d’Albe.
I PROSSIMI INTERVENTI. Nel corso dell’incontro sono state esaminate le prospettive di interventi da programmare nei prossimi giorni ed è stato fatto il punto della situazione sulle operazioni in corso. Il prefetto ha ribadito la propria «vicinanza ai familiari delle persone disperse evidenziando l’altissimo valore tecnico, organizzativo e umano messo in campo da tutte le forze coinvolte, coordinate e dirette dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco».
RICERCHE IN ALTRI PUNTI. Nel nono giorno di ricerche, i soccorritori si sono divisi tra Valle Majelama e Valle della Genzana. Per via del maltempo, inizialmente sono partite solo le squadre da terra. I tecnici del Soccorso alpino sono saliti con gli sci battendo l’area di Valle Majelama, nel tratto che incrocia la Sella del Bicchero, perlustrando anche tutti i canali già oggetto di ricerche nei giorni scorsi. Mentre gli uomini della Finanza hanno scandagliato l’area di Valle della Genzana che si trova un po’ più in basso rispetto al luogo della valanga. Si tratta del punto in cui il sonar Recco ha captato dei segnali di oggetti metallici. Solo in tarda mattinata, quando le condizioni del tempo sono migliorate, gli elicotteri hanno potuto decollare e trasportare in quota altre squadre di carabinieri, polizia, esercito e vigili del fuoco. Alcuni hanno cercato i dispersi con l’ausilio di tre sonar Recco manuali in grado di rilevare la presenza di cellulari, chiavi e placche degli indumenti da alpinista. Altri hanno ridotto lo strato di neve con le pale per poter sondare più in basso. Infine, una squadra di cinque soccorritori ha battuto la zona di Ovindoli sull’altro versante del monte. Nella giornata di ieri non sono stati impiegate le unità cinofile.
PASTORE DAI CARABINIERI. Domenica 24 gennaio, al mattino (il giorno della scomparsa, ndc), un pastore del posto e suo figlio hanno incontrato i dispersi. Sono Lino e Silvio Cofini, quest’ultimo consigliere comunale. I due hanno incrociato le auto dei dispersi che si dirigevano verso il rifugio Casale da Monte. «Erano circa le 8 di domenica», racconta il figlio, «quella mattina pioveva a dirotto e tornando dalla nostra stalla, che sta a 300 metri dal rifugio, abbiamo notato due macchine. Ricordo bene una Cinquecento scura (l’auto di Gian Mauro Frabotta, ndc) e ho pensato: chissà dove staranno andando con questo tempo. Il giorno dopo quando ho saputo che c’erano quattro dispersi sul Velino ho subito pensato a loro». Padre e figlio sono stati ascoltati dai carabinieri per appurare l’orario esatto in cui il gruppo è partito. Senza fare ritorno. (f.d.m.)
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