Si fingono residenti per evadere le imposte

29 Aprile 2016

Rivisondoli, sulla carta sono 160 i nuovi abitanti però le case sono vuote Controlli da parte del Comune, ma è polemica anche sulle liste elettorali

RIVISONDOLI. Ti aspetti di sentire le ultime hit dei neomelodici dalla radio di qualche auto parcheggiata sulla piazza del Municipio. Niente. Non c’è traccia neanche di Gigi D’Alessio e delle sue canzoni. Eppure l’evoluzione demografica di questo borgo dell’Altopiano delle Cinquemiglia dovrebbe averne rivoluzionato – almeno sulla carta – la geografia sociale. Un dato su tutti: «I forestieri che hanno ottenuto di risiedere a Rivisondoli», evidenzia Luisa Ciampaglia, «sono passati dai 70 del 2011 ai 160 del 2016. Vengono quasi totalmente dalla Campania». La patria dei neomelodici appunto. Ora, in un paese di 717 anime, un gruppo di 160 forestieri non si mimetizza così facilmente alle pendici del monte Calvario. Qualcosa di strano potrebbe esserci.

D’altro canto, quello dei falsi residenti è un fenomeno che ogni comunità dovrebbe tenere sotto controllo per prevenire in primo luogo elusione ed evasione fiscale, specie per chi tenta di mascherare le seconde case come prime abitazioni. La Ciampaglia, che dice di far parte del Comitato nuove elezioni (a Rivisondoli si vota a giugno), teme che ci possa essere dell’altro: «In un paese così piccolo», spiega, «un incremento importante dei residenti può risultare significativo in termini elettorali. Consideriamo che 160 persone rappresentano pur sempre circa il 25% dei votanti. Se poi si guardano i dati in modo più analitico possiamo sicuramente affermare che ancora oggi si stanno concedendo residenze. Dietro questo elargire residenze», incalza, «potrebbe nascondersi la richiesta di un impegno di voto a favore dell’amministrazione uscente».

Il sindaco Roberto Ciampaglia non la vede assolutamente così. Anzi. È di qualche giorno fa la notizia che vari cittadini di origine campana sono stati privati della residenza a seguito di controlli da parte dell’amministrazione. Qualcuno di loro si sarebbe addirittura rivolto ai carabinieri per impugnare il provvedimento. Un’azione che fa seguito a una delibera del 17 settembre 2014 dal titolo “Revisione straordinaria anagrafe popolazione residente”, con cui la giunta ha chiesto verifiche specifiche a caccia di finti residenti. In questi casi, si mettono in fila più indizi. La bolletta che viene recapitata a un indirizzo postale diverso, magari la casa che si apre solo a Natale, Pasqua e in poche altre occasioni. E via dicendo. Le ragioni per chiedere una residenza in queste zone sono diverse, partendo dalla necessità di evitare l’Imu sulla seconda casa.

«Altra ragione», spiega Franco Di Donato funzionario dell’ufficio anagrafe del vicino Comune di Roccaraso, «è legata alla possibilità di avere l’Iva applicata al 4% anziché al 10%. Ciò vuol dire che su 100mila euro se ne risparmiano 6mila e tutti sanno che dalle nostre parti con 100mila euro non ci compri nulla, case e appartamenti sono ben più quotati». Oppure si chiede di risiedere in Abruzzo perché le assicurazioni auto sono più basse. Nonostante questo, come conferma il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, questa particolare concentrazione di residenti campani è presente solo a Rivisondoli. A Roccaraso i napoletani residenti non sono più di una ventina, nonostante la località sia meta prediletta del turismo. Qualcosa di strano c’è. «In inverno», ricorda la signora Ciampaglia, «dopo una certa ora non gira nessuno per le strade. La realtà all’anagrafe è diversa». Tutto in regola per il sindaco. «Abbiamo approvato questa delibera proprio per contenere il fenomeno dei falsi residenti. Quando si fa richiesta di residenza all’anagrafe in tal senso, la legge ci impone di accettarla entro 48 ore. Poi scattano i controlli e l’istruttoria dura un anno e mezzo».

Fabio Iuliano

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