Si punta al musp della Dottrina Cristiana che torna in centro
La sentenza del Tar dei giorni scorsi, sulla impossibilità di utilizzare a fini scolastici l’edificio del Cotugno in via Da Vinci, a Pettino, pone l’attenzione su un problema ormai annoso: la...
La sentenza del Tar dei giorni scorsi, sulla impossibilità di utilizzare a fini scolastici l’edificio del Cotugno in via Da Vinci, a Pettino, pone l’attenzione su un problema ormai annoso: la dislocazione degli studenti della scuola, per i quali dal 2016 è cominciata una vera e propria odissea, alla ricerca di una sede. Gli studenti hanno dovuto prima affrontare i doppi turni, con lezioni di pomeriggio, poi sono stati dislocati su cinque diversi edifici. Un’odissea che sembra non avere termine. Per il momento, infatti, si possono solo fare ipotesi sulla prossima sede del Cotugno. La più probabile riguarda il musp occupato fino allo scorso anno dalla Dottrina Cristiana, in via Madonna di Pettino: la scuola gestita dalle missionarie si appresta infatti a tornare nella storica sede di via Atri, fuori Porta Leoni, in centro storico. Il modulo provvisorio, dunque, potrebbe ospitare una parte degli studenti del Cotugno. Resta il punto interrogativo, invece, su un altro musp: quello delle Micarelli in via Ficara, anche loro in procinto di tornare in centro, nella zona di Santa Maria di Farfa. Il modulo, però, potrebbe servire, almeno nei primi mesi dell’anno, al Comune ancora impegnato in verifiche di vulnerabilità sulle scuole di sua competenza. Intanto, la Provincia, nei mesi scorsi, è riuscita a trovare i soldi e ad approvare il progetto di consolidamento dei corpi F e G dell’edificio del Cotugno a Pettino, dichiarato inutilizzabile dalla sentenza del Tar, per un importo previsto di circa un milione di euro. L’ente ha ottenuto anche il via libera del Genio civile per l’apertura dei cantieri, ma nulla è stato fatto. Altri 350 mila euro sono stati stanziati per il consolidamento dei corpi A, B e C. Gli interventi dovrebbero garantire la sicurezza degli studenti e del personale finché non sarà costruita la nuova sede, per la quale sono previsti 13 milioni di euro. «Immagino che, leggendo la sentenza, in futuro non si potrà riaprire la scuola in quello stabile» ha precisato l’avvocato Rosario Panebianco, che ha curato il ricorso al Tar dalla parte dei genitori contro Provincia e Miur, «almeno fin quando le condizioni restano le attuali». (m.c.)

