Si riaccende lo scontro in casa dei Democratici

Piacente annuncia la fine del commissariamento in vista delle provinciali La replica dei dimasciani: chi ha rifiutato il dialogo non parli ora di partito aperto
SULMONA. L’aria e gli odori dell’annunciato rinnovamento nel circolo commissariato del Partito democratico di Sulmona, si notano al momento, solo dai muri ritinteggiati che finalmente offrono un aspetto più decoroso e ospitale alla storica sede di corso Ovidio. Sono sparite le macchie di umidità sulle pareti e i buchi sul soffitto, ed è sparita anche una buona fetta del partito di Zingaretti, quella che fa riferimento all’ex sindaco della città Bruno Di Masci in procinto di aderire al nascente movimento renziano. Ed è proprio a loro che il commissario peligno e segretario provinciale, Francesco Piacente ha teso la mano nell’assemblea provinciale che si è svolta, non a caso, proprio a Sulmona, annunciando la fine del commissariamento e affilando le armi in vista delle elezioni per il rinnovo dell’amministrazione e del consiglio provinciale.
«Il commissariamento si è reso necessario per fare chiarezza, non per fare esclusioni, né liste di proscrizione. Siamo aperti al contributo di tutti», ha dichiarato Piacente nel corso dell’assemblea, alla quale hanno partecipato anche il segretario regionale Michele Fina e l’ex presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, tutti marsicani. E non è stata una sorpresa quando nell’annunciare il numero dei candidati, che saranno dieci alle prossime provinciali, Piacente abbia sottolineato che ci sarà un occhio di riguardo per l’area marsicana, in quanto nel prossimo consiglio provinciale non ci saranno rappresentanti del Comune di Avezzano sciolto da mesi.
A stretto giro di posta è arrivata la replica dei dimasciani attraverso l’ex vicesindaco Luciano Marinucci.
«Un segretario provinciale come Piacente che ha rifiutato il dialogo con la nostra componente non può parlare ora di partito aperto a tutti», ha precisato Marinucci ricordando che «adesso il circolo sulmonese è in gran parte nelle mani degli ex Democratici di sinistra» e che «questa spaccatura non porterà benefici al partito. Non riesco ancora a capire perché si sia gridato allo scandalo e ai trasformismi per l’accordo con le liste civiche del sindaco Annamaria Casini», ha proseguito Marinucci, «quando poi a Roma è nato un governo giallo-rosso per ragioni simili a quelle per le quali si è fatto l’accordo a Sulmona».
Contro gli attuali dirigenti del Partito democratico si è scagliata anche la consigliera comunale del centrodestra Elisabetta Bianchi, la quale punta il dito contro l’attuale gruppo che «si sbraccia tanto a parlare di trasparenza e legalità per poi non avere nemmeno il coraggio di firmare i comunicati stampa dando così prova di grave ipocrisia».
Un’altra stoccata la Bianchi l’ha data ricordando i retroscena che segnarono le elezioni del primo cittadino Annamaria Casini «di cui», ha detto, «fu complice anche una parte del Partito democratico regionale e sulmonese».
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