Si sbloccano i buoni spesa Resta la beffa per le famiglie

Solo da ieri i ticket erogati dal Comune sono accettati da negozi e supermercati Saltati gli acquisti di Natale e Capodanno, circa 1.300 le domande accolte
L’AQUILA. Dopo giorni di attesa e delusione, da ieri le 1.300 famiglie beneficiarie possono finalmente utilizzare in negozi e supermercati i buoni spesa erogati dal Comune dell’Aquila: seppure i carnet non sono serviti dunque ad acquistare panettoni e torroni, potranno almeno essere spesi per le calze di dolci e carbone dell’Epifania.
Un sospiro di sollievo per i numerosi nuclei in difficoltà, ma anche una beffa, visti i ritardi. I buoni, infatti, sono stati erogati a partire dal 24 dicembre proprio per aiutare i cittadini meno abbienti nei giorni di festa.
Non sono però stati utilizzabili né prima di Natale né prima di Capodanno.
Una situazione che ha creato non pochi disagi e imbarazzi ai tanti costretti a lasciare in cassa le buste piene di spesa, a causa del ritardo nell’attivazione dei buoni. Di fatto, dunque, sono a disposizione solo da ieri le somme stanziate dal governo, pari a 368mila euro, per misure urgenti di solidarietà alimentare, in attuazione del decreto legge 154 del 23 novembre scorso, per sostenere i cittadini che versano in condizione di difficoltà economica a causa dell’emergenza Coronavirus. Somme a cui hanno dovuto fare ricorso non pochi nuclei familiari aquilani: al Comune sono state presentate, infatti, 1.617 domande, di cui 1.300 accolte. Un numero che va a sommarsi a quello dei tanti che in questi giorni hanno trovato sostegno e conforto nella sensibilità di diverse associazioni, come la Caritas o la mensa celestiniana. Non solo: alcune decine di domande non sono state accolte a causa di vizi formali, non sempre addebitabili ai richiedenti.
Un “pasticcio” quello dei buoni spesa che non ha mancato di sollevare polemiche all’interno del consiglio comunale. Ad alzare la voce soprattutto Paolo Romano, capogruppo di Italia Viva e il capogruppo di Cambiare insieme, Lelio De Santis, che ha anche chiesto nei giorni scorsi le dimissioni dell'assessore alle politiche sociali del Comune, Francesco Cristiano Bignotti. Proprio Bignotti, infatti, lo scorso 28 dicembre, aveva garantito che i buoni spesa Covid19 (100 euro per i nuclei monocomponente; 200 per quelli con due componenti fino ad arrivare a 500 per i nuclei con cinque o più componenti) sarebbero stati “immediatamente utilizzabili” da parte degli aventi diritto. L’assessore aveva tenuto a precisare che l’impossibilità del loro uso nei giorni successivi alla consegna (vigilia di Natale) era dovuta a un disguido, a suo dire risolto, di cui si scusava. Il problema invece avrebbe riguardato la gestione della fase operativa, secondo De Santis, e il rapporto con la società Repas, a cui è stata affidata l’emissione. Inoltre, «qualche supermercato si è rifiutato perché non ha aveva ricevuto i pagamento dei buoni di primavera» ha spiegato il consigliere. Fatto sta che solo ieri si chi ne aveva diritto ha potuto spenderli.

