Si schierano anche calcio e politica

I rossoblù in campo con una maglia speciale. Il consiglio comunale valuta iniziative
L’AQUILA. Anche lo sport e la politica della città prendono posizione dopo la sentenza choc del tribunale civile dell’Aquila. Mentre fa discutere il silenzio ufficiale del Comune, che però è coinvolto direttamente nella causa civile.
«L’Aquila 1927 rende noto che ha provveduto a inoltrare alla Lega Nazionale Dilettanti una richiesta autorizzatoria per scendere in campo domenica a Sulmona con una t-shirt bianca riportante una scritta relativa alla sentenza che ha riconosciuto un concorso di colpa, pari al 30%, delle vittime del crollo del palazzo di via Campo di Fossa», si legge in un messaggio pubblico della società calcistica, che continua: «A seguito della vasta eco della sentenza e dello sconcerto generato dalla stessa sia nell’opinione pubblica nazionale che nella attonita comunità aquilana, vista anche la nostra consolidata vicinanza ai familiari delle vittime del terremoto 2009, è nostra intenzione scendere in campo domani nell’incontro con l’Ovidiana Sulmona con una maglia “comunicativa”. Dalla parte della gente».
Con una nota ufficiale, ieri è intervenuto anche il gruppo consiliare di opposizione “Il Passo possibile”, mettendosi a disposizione e invocando un intervento del primo cittadino Pierluigi Biondi. «Siamo favorevoli a qualsivoglia azione politica di solidarietà e sostegno ai familiari delle vittime, anche unitaria e condivisa con l’intero consiglio comunale», si legge nella nota, che aggiunge poi: «Di fronte ai normali sentimenti di incredulità mista a rabbia, sconforto e amarezza che l’illogicità e la contraddittorietà di questa sentenza hanno provocato nella comunità cittadina, e i cui esiti hanno avuto un’eco nazionale straordinaria, è assordante il silenzio del suo più alto rappresentante, il sindaco, che a oggi non ha ritenuto spendere una parola di vicinanza per i familiari direttamente coinvolti nel giudizio e, in generale, per i tanti che quella notte hanno perso i propri cari. Perché tutta questa ritrosia?».(l.t.)

