Si spegne a 67 anni l’architetto Inverardi

Titolare di uno storico studio in centro, era la sorella dell’ex rettrice. Il dolore degli amici, il cordoglio del sindaco Biondi
L’AQUILA. Grande commozione in città per la scomparsa dell’architetto Camilla Inverardi, venuta a mancare all’età di 67 anni dopo aver lottato a lungo con una malattia che alla fine l’ha strappata all’affetto dei suoi cari. Camilla Inverardi, molto conosciuta per la sua attività, era la sorella dell’ex rettrice dell’Università, Paola, e lascia l’altra sorella Carlotta, il figlio Carlo Inverardi Ferri e il marito Renzo Durastante. I funerali si terranno domani, alle ore 15.30, nella basilica di San Bernardino.
Camilla si era laureata in architettura nel 1979 a Roma e aveva portato avanti con passione lo studio Inverardi di via Cascina, fondato nel 1865: dopo il terremoto, dal 2009 al 2016, aveva fatto parte dello studio associato Terraemutatae. Durante la sua carriera si era occupata, tra l’altro, di pianificazione urbanistica e riqualificazione dei centri urbani e della progettazione di reti di telefonia cellulare e fissa. Tutta la documentazione dell’attività dello studio di ingegneria paterno, sottoposta a vincolo dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Abruzzo e del Molise nel 2018, era stata donata da lei e dalla sorella Carlotta all’Archivio di Stato. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia, a partire dal sindaco Pierluigi Biondi: «Mi unisco, a titolo personale e della municipalità aquilana», queste le parole del sindaco, «al cordoglio di familiari e amici per la scomparsa di Camilla Inverardi, stimata professionista e sorella dell’ex rettrice del nostro Ateneo, Paola». La ricordano con stima e affetto anche gli amici: «Cara Camilla», scrive il fotografo Roberto Grillo, «ho pregato per la tua salute tutti i giorni e speravo sinceramente di poterti incontrare ancora a lungo. Sarà difficile accettare l’idea della tua scomparsa, sebbene io sia allenato alle perdite di persone care; da oggi pregherò tutti i giorni per la tua anima. Ci volevamo bene davvero. Ora dovrai progettare il rinnovo del Paradiso: che il lavoro ti sia lieve». Anche Stefano Cencioni le dedica un ultimo saluto: «Ciao Camilla Inverardi, sei stata un punto di riferimento in tutti questi anni. Ci hai dato la possibilità di “guardare oltre”, mettendo a disposizione la tua profonda conoscenza, la visione di città , sempre in maniera delicata aiutandoci a crescere. Mancherai a tutti noi, mancherà la tua delicatezza, il tuo sapere; mancherà tutto. Un abbraccio ovunque tu sia». Luca Carosi ricorda le sue qualità professionali: «Camilla, amica mia, hai lasciato un vuoto grande nella tua comunità culturale e professionale. La tua capacità di lottare nella professione come nella vita, mi mancherà molto, soprattutto perché l’hai sempre fatto a viso aperto. Siamo stati avversari e alleati con la stessa lealtà e sempre in nome dell’interesse comune. Che la strada ti sia lieve, ci vediamo più avanti». Alla famiglia le condoglianze della redazione del Centro.
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