Si spegne a 79 anni il pittore Pelliccione

21 Marzo 2018

L’AQUILA. Dalle chiese parrocchiali di Pettino e Valle Pretara fino al club “Gatto Nero” di via Garibaldi 72. Dai grandi mosaici del cimitero monumentale cittadino all’opera omaggio agli emigranti a...

L’AQUILA. Dalle chiese parrocchiali di Pettino e Valle Pretara fino al club “Gatto Nero” di via Garibaldi 72. Dai grandi mosaici del cimitero monumentale cittadino all’opera omaggio agli emigranti a Centurelli di Caporciano.
Sono sparse in tanti luoghi le opere che parlano di Augusto Pelliccione. Il mondo culturale ne piange la scomparsa, improvvisa, dopo una breve malattia che ne aveva richiesto il ricovero in ospedale. Lascia la moglie Luciana Allegri e il figlio Pietro. Oggi alle 15,30 l’addio nella chiesa di San Pio X al Torrione.
«Pittore aquilano» è l’epitaffio scelto dal figlio, poeta, per ricordare uno dei maggiori interpreti dell’arte contemporanea in Abruzzo.
Classe 1938, pittore, scultore, poeta e promotore di cenacoli culturali, nel 1954 abbandona gli studi ginnasiali al Liceo Classico di Frosolone (Isernia) per frequentare il Liceo Artistico di Pescara, allievo di Giovanni Melarangelo, Ferdinando Gammelli, Giuseppe Di Prinzio e Giuseppe Misticoni. Nel 1959 il ritorno all’Aquila e l’amicizia con gli artisti Marcello Mariani e Sandro Visca. Poi la stagione dell’insegnamento nelle scuole medie, tra cui la Pascoli. Nel 1968 l’incarico per la grande tela per la chiesa aquilana di Santa Maria Mediatrice (Valle Pretara), lavoro completato nel 1986. Nel 1977 è tra i fondatori di Officina Culturale ’77 e nel 1994 del Gruppo d’Arte Saturnino Gatti di cui assume la presidenza. La sua iconografia inconfondibile, fatta di fasce policromatiche, è recensita dagli studiosi dell’arte contemporanea (tra cui Bandera, Gasbarrini, Carli, Duranti, Di Genova). Animatore, con Mario Narducci, della Via Crucis dei poeti aquilani, era ancora in piena attività, avendo esposto, nel dicembre del 2017, a Tussio di Prata d’Ansidonia in occasione della mostra “Riflessi d’arte”. Di casa al Premio Vasto, nel 2009 il sisma lo costrinse a lasciare il laboratorio di via Paganica. (e.n.)
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