Si spegne a 94 anni il professore Patrizio

Fu sindaco del paese e docente di matematica alle superiori e all’Università. Guidava l’Associazione famiglie emigrati
L’AQUILA. Commozione negli ambienti culturali aquilani per la morte del professor Serafino Patrizio, deceduto l’altra sera nella sua abitazione. «Fino a un mese fa», ricorda l’ex vicesindaco Goffredo Palmerini, «lo si incontrava regolarmente in città, insieme alla moglie Pasqualina, alle iniziative dell’Università per la Terza Età, agli incontri culturali o semplicemente a fare qualche acquisto. Altrimenti era impegnatissimo come presidente provinciale dell’Associazione nazionale famiglie emigrati egli figura rilevante - anche a livello nazionale - nell’Ente morale fondato nel 1947 dall’aquilana Maria Agamben Federici, “madre costituente” e poi parlamentare nella prima legislatura repubblicana. Serafino Patrizio era nato nel 1925 a San Benedetto in Perillis paese di cui fu sindaco. Aveva una volontà e una determinazione senza pari, sebbene senza mai allontanarsi dalla “civiltà” contadina nella quale si era formato, Serafino poté affrontare gli studi molto tardi, in seguito alla prematura perdita del padre ed alla necessità di occuparsi della sua famiglia». «Si preparò privatamente», prosegue, «per prendere la licenza media, imparando il latino dal parroco di San Benedetto, le altre materie da un conoscente di famiglia. Dette l’esame per l’intero triennio. Aveva quasi 20 anni quando s’iscrisse al Liceo scientifico essendone poi allievo modello. Dopo la maturità andò a frequentare l’Università a Pisa. Laureatosi brillantemente in matematica, aveva messo in mostra uno straordinario talento per il mondo dei numeri e della scienza. Il prof. Alessandro Faedo, all’epoca titolare della cattedra di analisi nell’ateneo pisano, avrebbe voluto che egli restasse con lui a Pisa a fargli da assistente. Ma Serafino si sottrasse garbatamente al pressante invito per rientrare all’Aquila dove, dagli anni cinquanta fino al 1995, ha insegnato ad intere generazioni di aquilani, e non solo. Lo ricordano tuttora con grande affetto e ammirazione diverse migliaia di studenti dell’Istituto tecnico industriale e del Liceo scientifico, poi dagli anni Settanta del secolo scorso gli studenti di Matematica, Ingegneria e Scienze dell’Università dell’Aquila, dove ebbe la docenza. Finanche dopo la pensione egli continuò ad insegnare, per quasi quattro anni, nel corso di Statistica medica della Facoltà di Medicina dell’ateneo aquilano. Finissimo matematico, una grande saggezza di vita fortemente intrisa di sottile ironia, una rarissima capacità di spiegare la scienza matematica anche ai discenti più refrattari, il professor Patrizio è stato davvero un punto di riferimento per i suoi allievi, che lo hanno continuato a contattare e consultare anche quando erano diventati affermati professionisti o docenti». Lascia anche le figlie Giovanna, Valeria e Lucia e i nipoti. La tumulazione avverrà oggi, in forma strettamente privata, nel cimitero di San Benedetto in Perillis.

