Si svuota il reparto di terapia intensiva

22 Maggio 2020

Dimesso l’ultimo malato dall’ospedaletto del G8, ma la struttura provvisoria non chiuderà: ospiterà pazienti con sintomi

L’AQUILA. Si svuota il reparto di terapia intensiva Covid nel cosiddetto G8, il piccolo ospedale limitrofo al San Salvatore dell’Aquila realizzato dopo il terremoto del 2009 dell’Aquila, e tornato in funzione proprio in occasione dell’emergenza coronavirus.
Il manager dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Roberto Testa ha annunciato il trasferimento nel reparto di Malattie infettive, nella giornata di ieri, dell’ultimo paziente. Testa ha spiegato che la struttura rimovibile, di proprietà della Protezione civile nazionale, non verrà smantellata: rimarrà in funzione per «appoggiare» pazienti con sintomi in attesa di conoscere l’esito del tampone e per contrastare una nuova ondata di contagi.
«La guerra al coronavirus», esordisce Testa, «non è affatto finita, e ci vede impegnati tutti, uffici amministrativi, direzioni aziendali, e reparti clinici, a costruire percorsi di garanzia per il futuro, per cui, nel ringraziare tutti i sanitari dell’ottimo lavoro svolto fino a oggi, invita tutti i cittadini a seguire le regole dettate dal buonsenso per evitare di rientrare nel tunnel. La terapia intensiva G8 ha svolto appieno la sua mission di garanzia rispetto alla pandemia Covid, dando risposta alle necessità di malati provenienti dall’intera regione, ma stante la situazione di incertezza della fase 2, l’edificio non può e non deve essere chiuso».
«La direzione aziendale, infatti», prosegue il manager, «sta valutando con forza di utilizzare le 15 delle stanze della struttura per la cosiddetta area grigia, cioè per quei pazienti che, giunti in pronto soccorso, devono restare in attesa di tampone prima di entrare nei reparti. In tal senso il G8 rappresenta certamente la massima espressione tecnologica di sicurezza che si possa avere», evidenzia il direttore generale, il quale sottolinea che «la missione del personale dell’Unità di Terapia intensiva, diretta dal professore Franco Marinangeli, non è terminata, poiché l’Asl, seguendo le direttive nazionali, è da una parte chiamata a monitorare la situazione, dall’altra a garantire un’immediata risposta a un’eventuale ripresa dei contagi, che non è improbabile. Tutto questo garantendo contestualmente le attività di Terapia Intensiva generale e di Anestesia per il supporto alle attività chirurgiche, che devono tornare alla normalità».
Il primario Franco Marinangeli scrive su Fb: «È stato un momento molto commovente, così come lo sono stati altri momenti di questo percorso che ci hanno cambiati come uomini e come sanitari. Io spero solo che non ci sia bisogno di riaprire...ma per prudenza siamo già al lavoro per riorganizzare il reparto, pronti ad attivarci in poche ore. Il G8 team sa come muoversi in caso di necessità».
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