Si torna alle pluriclassi Proteste a Barisciano

Sindaci, docenti e genitori dei ragazzi della scuola media contestano la decisione L’accorpamento, già ufficializzato, riguarda 19 alunni di prima e seconda
BARISCIANO. Genitori, docenti e sindaci insorgono contro la decisione dell’Ufficio scolastico regionale di formare una pluriclasse, per il prossimo anno scolastico, nella scuola media di Barisciano, che fa parte dell’istituto comprensivo di Navelli. Un atto che non terrebbe conto delle criticità presenti e del ruolo che la scuola svolge in un territorio già a rischio spopolamento. Tutti i sindaci del comprensorio, a cominciare da quello di Barisciano Francesco Di Paolo, sostengono, dunque, insegnanti e famiglie degli alunni della scuola media, che esprimono «disappunto e sdegno» per la decisione assunta dal direttore generale dell’Usr Antonella Tozza, ufficializzata l’altro giorno.
La pluriclasse autorizzata, che accorpa prima e seconda media, risulta composta da 19 alunni, «nonostante in più occasioni siano state tempestivamente rese note le numerose criticità presenti. In particolare», si legge nel comunicato stampa congiunto, «si evidenzia che le prescrizioni sugli indici minimi di funzionalità didattica, contenute nel decreto ministeriale del 1975, che prevede uno standard di 1,8 mq di superficie minima disponibile per ciascun alunno, non vengono più garantite. Inoltre, è stata applicata, aridamente e per la prima volta, la percentuale del +10% che innalza il tetto massimo di alunni da 18 a 19, senza tenere conto della composizione specifica della classe, costituita anche da alunni di recente immigrazione e da tre studenti con certificazione, i quali necessitano di insegnanti di sostegno e di assistenti, che andranno a sovraccaricare ulteriormente lo spazio fisico dell’aula».
Secondo genitori, docenti e sindaci, «la decisione dell’Usr Abruzzo, sancisce indirettamente l’esistenza di una scuola a due velocità, in cui il diritto allo studio degli alunni dei piccoli centri viene di fatto penalizzato e non incentivato. Non si è tenuto conto del fatto che la scuola, in questo specifico territorio, colpito e penalizzato dai recenti eventi sismici, svolge un ruolo di fondamentale importanza quale presidio di civiltà e unico luogo di aggregazione sociale in grado di mantenere in vita le aree interne della provincia dell’Aquila, in cui le famiglie hanno scelto coraggiosamente di continuare a vivere».
L’atto, infine, sarebbe in contrasto con la sentenza 4706/2016 del Tar della Campania che «abbassa a 17 il limite di alunni per classe nelle zone a forte rischio sismico, in presenza di ragazzi disabili».
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