Si torna sul Gran Sasso tra benedizioni e polemiche

Il debutto in tono minore con il parroco di Camarda e il vicesindaco Liris Albergatori critici: chi scia ha prenotato 20 giorni fa, in ritardo anche per l’estate
L’AQUILA. Chi si aspettava una inaugurazione in grande stile, con taglio del nastro, musica e discorsi, sarà rimasto deluso. La nuova seggiovia delle Fontari di Campo Imperatore ha finalmente iniziato a funzionare. Per l'inaugurazione una cerimonia semplice, dentro il nuovo impianto, al riparo dal vento che ieri mattina si faceva sentire in quota. Poche parole, quelle di don Nelson Callegari, parroco di Camarda, davanti al vicesindaco Guido Liris, il commissario del Centro turistico Gran Sasso, Domenico de Nardis, i vigili urbani in servizio in quota, il maestro di sci Luigi Faccia e pochi altri.
Gli sciatori saliti che hanno affollato le prime corse mattutine della funivia, hanno preferito lanciarsi sulle piste innevate di Campo Imperatore e gustarsi la neve stupenda e abbondante.
Andrea Ferella è stato il primo a salire, ed è anche il primo ad andare via: «È un momento tanto atteso. Sono contento di essere venuto, anche se per poche ore. Sono molto affezionato a questo posto, qui ho imparato a sciare».
Tuta nera e casco bianco, tra gli sciatori arriva anche l'ex assessore Maurizio Capri: «È una giornata storica e non potevo non esserci. Finalmente ritorniamo a vivere il Gran Sasso, con un impianto nuovo che abbiamo tutti fortemente voluto. Ci sono state delle resistenze e delle contrapposizioni, ma spero che anche gli ambientalisti comprendano che il Gran Sasso è una risorsa per la città e il territorio. Bisogna guardare al futuro e a un potenziamento complessivo della stazione».
Riaperto anche bar dell'Ostello, nei locali della vecchia funivia.
«Si tratta di una sfida», racconta Angelo Mancini, che fa la spola tra la taverna e il bar. Arrivano i tecnici dei termosifoni, all'Ostello fervono le pulizie. «Abbiamo fatto tutto in pochissimi giorni», dice trafelato, «stiamo contattando le agenzie. A breve si potrà anche pernottare».
Dalla vecchia stazione di arrivo della funivia si apre una vista spettacolare sulla valle aquilana: «Io qui immagino iniziative, musica dal vivo, degustazione di vini». Soddisfatto a metà il vice sindaco Liris.
«Con i lavori iniziati solo a luglio, quella di aprire per Pasqua è stata una impresa. Siamo contenti, ma è solo l'inizio». Ada Fiordigigli, dell'albergo a Fonte Cerreto, è molto critica: «Mi dite come possiamo sperare di attirare la gente se non sapevamo se a Pasqua gli impianti sarebbero stati aperti? Chi scia ha già prenotato da almeno 20 giorni. Sono 40 anni che siamo qui e qualcosina in più di chi è appena arrivato dovremmo pur capirlo. Per programmare la stagione estiva siamo già in ritardo».
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